Suzuki Burgman 400 ABS: il nuovo corso – Stefano Borzacchiello

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Evolvere non significa stravolgere. Questo concetto dovevano averlo ben chiaro in Suzuki quando hanno rivisto il progetto del Burgman 400. Uno scooter che dal suo debutto, che risale al lontano 1998, ha saputo conquistare per la sua versatilità schiere di appassionati, e che oggi in questa nuova versione conferma le caratteristiche che ne hanno decretato il successo, ma presenta molte novità a partire da quella più evidente: lo stile. Ora il Burgman ha una silhouette più slanciata e leggera, tanto che al primo impatto appare quasi più piccolo.

Il look è chiaramente più sportivo, e in questo gioca un ruolo importante il nuovo gruppo ottico a Led incastonato nel frontale affusolato. Debutta poi una ruota anteriore più grande, da 15″. Il telaio ha conservato il classico schema, ma è stato irrigidito grazie all’impiego di tubi a sezione maggiorata. Il motore, sempre monocilindrico, ha mantenuto le misure del precedente e, oltre ad essere stato aggiornato per rientrare nei limiti imposti dell’Euro4 e consumare meno carburante, adotta un nuovo air-box e una candela all’iridio per migliorare l’efficienza della combustione, ma soprattutto offre una coppia più consistente dai bassi ai medi regimi; il valore massimo è di 36 Nm a 4.800 giri. Il peso in ordine di marcia, infine, scende di ben 7 kg.

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Solido e ben fatto, il nuovo Burgman ha plastiche curate e ben accoppiate. Da sempre sul midi giapponese stile e praticità sono andati a braccetto, e così nel retroscudo ora troviamo due comodi vani di cui il destro, più profondo, ospita la presa da 12V. Sotto la sella la capacità di carico è buona, il vano ben sfruttabile, ma i litri di capienza sono scesi da 62 a 42 litri, che tradotto significa potervi sistemare un casco integrale e un jet. Comodo lo spazio sopra il tunnel centrale, utile magari per sistemarci uno zainetto da tenere in mezzo alle gambe.

In un mercato dove le strumentazioni sono sempre più hi-tech e connesse, il Suzuki ha un quadro strumenti dal taglio classico ma completo, con tachimetro, contagiri e un display su cui viene visualizzata anche la temperatura esterna e la presenza di ghiaccio. Per dare una mano sul fronte consumi, la spia “Eco Drive” si illumina quando si guida adoperando il gas in maniera accorta. Completano la dotazione il freno di stazionamento, sistemato al lato del blocchetto multifunzione con sistema antiscasso, e la chiave con sistema d’identificazione elettronica.

Pronti via, ancora una volta il Suzuki Burgman 400 ABS conquista per la sua immediatezza: è talmente amichevole e intuitivo che pare di conoscerlo da sempre. La posizione in sella è stata rivista, la seduta alzata e ora si assume una postura più eretta e meno raccolta di prima, che consente di avere tutto sotto controllo. Cosa non da poco, la pedana più stretta nella parte finale permette ora anche ai più bassi di statura di appoggiare saldamente i piedi a terra, il che oltre a dare maggior sicurezza nelle soste, rende più semplice gestire lo scooter nelle manovre a motore spento. Lo spazio sulla sella ben imbottita non manca, e per trovare la postura più congeniale ci si può appoggiare al comodo supporto lombare, regolabile in senso longitudinale. Per una posizione di guida più confortevole, inoltre la possibilità di allungare le gambe rende ogni trasferimento molto più rilassante.

Il nuovo Suzuki Burgman 400 ABS si rivela intuitivo, forte di un avantreno preciso e svelto che rende rapidi gli inserimenti in curva. Tenendo conto della lunghezza e del peso, grazie anche al baricentro basso, la maneggevolezza è sorprendente: ci si trova ad affrontare gli slalom nel traffico come se si fosse alla guida di un mezzo più compatto. Il raggio di sterzata ridotto permette poi di fare manovre e inversioni in spazi ristretti. La forcella digerisce bene le asperità, inoltre il giapponese resta tra i pochi scooter a sfoggiare un monoammortizzatore con leveraggi progressivi (fra l’altro rinnovati), che fa il suo dovere sulle sconnessioni marcate e mantiene lo scooter stabile quando si viaggia spediti su tangenziali e autostrade. Qui, sedendo a schiena dritta e gambe allungate ci si sente ben inseriti a bordo, protetti dallo scudo, ma il plex di serie lascia esposta la zona intorno al casco; per la fortuna dei viaggiatori, nel catalogo di accessori c’è quello esteso.

Sui curvoni la stabilità è più che buona, merito dell’efficace distribuzione dei pesi e del lungo interasse. Il rinnovato monocilindrico, abbinato ad una trasmissione a punto, ha un buono spunto nelle partenze e una progressione molto omogenea e lineare al salire dei giri. Nel traffico la sua risposta è pronta e fluida, e le accelerazioni si riescono sempre a gestire: peccato però che non ci sia alcun controllo elettronico, utile in caso di asfalto umido, considerata la coppia del propulsore giapponese, che si segnala anche per l’assenza di vibrazioni. Potenti e ben modulabili i freni, le cui leve non sono regolabili nella distanza. L’ABS, che sfrutta una nuova e più leggera centralina, è a punto e si fa sentire solo quando serve.

Il rinnovato Suzuki Burgman 400 ABS, si conferma quindi un mezzo concreto, ben fatto, pensato per chi macina chilometri e chilometri tutto l’anno fra città, tangenziali e autostrade e desidera un commuter potente e versatile. Disponibile in tre colorazioni, nero opaco, bianco perlato e grigio opaco, al prezzo di listino di 8.099 euro chiavi in mano, arriverà nelle concessionarie al prezzo di lancio, valido fino al 31 ottobre, di 7.490 euro c.i.m.

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