“Legge quadro su invecchiamento attivo”

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E’ la proposta lanciata dal nuovo Presidente Giovanni Giungi nel corso dell’Assemblea nazionale elettiva. D’Incecco: “Ci lavoreremo nell’intergruppo parlamentare e incontreremo Cna Pensionati”.

Una legge quadro Nazionale sulla Longevità attiva in grado di affrontare complessivamente e multi-settorialmente il tema. E’ la proposta emersa dall’ Assemblea elettiva nazionale della CNA Pensionati celebrata a Roma che ha visto l’elezione dei nuovi vertici e del nuovo presidente Giovanni Giungi.

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Una proposta recepita da Vittoria D’Incecco, deputato componente XII Commisione Affari Sociali della Camera dei Deputati, la quale ha annunciato nel corso del suo intervento l’approvazione della proposta di legge Patriarca che mira a favorire l’impiego degli anziani in attività sociali e formative permanenti. “Siamo disponibili a lavorare insieme e accogliere le vostre proposte – ha detto la deputata –  anche grazie all’intergruppo parlamentare che abbiamo costituito insieme al Senatore Lucio Romano, purtroppo oggi impegnato in importanti votazioni parlamentari. L’Intergruppo ci permette di ottenere lo strumento istituzionale con cui portare avanti leggi proprio sulle politiche per l’invecchiamento attivo”.  “Metteremo al più presto in agenda un incontro con una delegazione della Cna Pensionati – ha concluso la D’Incecco – proprio per seguire la strada ambiziosa di una normativa quadro sulla longevità attiva”.

Un tema, questo, caro anche al nuovo Presidente nazionale di CNA Pensionati Giovanni Giungi, eletto all’unanimità dall’Assemblea, e che proprio a questa Assise ha presentato la visione dell’associazione sul tema della longevità attiva nella sua relazione. Una sfida che anche la rinnovata Presidenza ritiene centrale e decisiva per i destini del “sistema Italia”. “Il Paese e le economie più avanzate dovranno fare i conti nei prossimi anni e nei prossimi decenni con il processo di invecchiamento diffuso nella popolazione – ha chiarito Giungi – e gli effetti e le conseguenze della longevità di massa. Il nostro Paese, in particolare, vedrà passare la quota della popolazione considerata anziana da oltre il 22% attuale al 38.4% del 2050. Proprio per questo oggi più che mai le associazioni di rappresentanza possono e devono riacquistare una centralità che le porti ad essere protagoniste in questo nuovo scenario con un radicale salto di qualità, incarnato perfettamente dalla sfida per l’approvazione di una legge quadro nazionale sulla longevità attiva”.

Il presidente nazionale CNA, Daniele Vaccarino,  che  ha concluso l’Assemblea, si è detto molto interessato alla strategia avanzata da Cna Pensionati: mutuare dalle esperienze territoriali una proposta nazionale: ci sono, infatti, quattro leggi regionali sull’invecchiamento attivo approvate, in corso di approvazione o in esame. “Sono proprio azioni simili – ha detto – che riescono ben a rappresentare la nuova missione dell’associazione: trasformare la vasta capillarità territoriale e partecipativa nella capacità di interscambio di esperienze e servizi, e nell’affermazione di un nuovo sistema integrato in grado di garantire quella decisiva competitività in più nel mercato globale rispetto a chi ancora oggi preferisce stare fuori dai circuiti associativi”.

Nel corso dell’Assemblea è stata, inoltre, presentata un’indagine commissionata da Cna Pensionati alla SWG dal titolo “I Pensionati di oggi ed i mutamenti socio-economici”. Il quadro delineato dalla ricerca, presentata dal direttore scientifico della SWG, Enzo Risso, evidenzia come la decennale crisi economica, intaccando il costo ed il tenore di vita del Paese, ha cambiato sostanzialmente la percezione rispetto temi come la realizzazione e la soddisfazione del bilancio della propria vita. Una valutazione ovviamente largamente influenzata dalla sempre più diseguale redistribuzione del reddito.

Secondo l’indagine il 51% degli anziani sostiene di vivere male contro un 49% che pensa “positivo”. Una valutazione largamente influenzata, appunto, dal reddito. Solo il 12% di quanti percepiscono un assegno inferiore ai 750 euro mensili è soddisfatto della qualità della propria vita contro il 65% di quanti ritirano una pensione superiore ai 1750 euro.

Il tema del reddito, del resto, è al centro delle preoccupazioni dei pensionati italiani e, in particolare, di quelli del lavoro autonomo, circa 5 milioni sui 15,5 complessivi, in base ai dati Inps al 31 dicembre 2016 appena diffusi nel Rapporto Annuale. E proprio la necessità di ottenere sostegni alla pensione è sostenuta dal  Cupla, il comitato unitario dei pensionati del lavoro autonomo, di cui Cna Pensionati è, al momento, coordinatrice.  “Sono ancora attuali – ha ricordato infatti in apertura dell’Assemblea Maria Beatrice Tragni, Segretario nazionale della Cna Pensionati – misure già proposte dal Cupla stesso lo scorso settembre come l’estensione del bonus Irpef di 80 euro anche ai pensionati, la modifica del sistema di rivalutazione degli assegni pensionistici o l’adeguamento degli importi minimi di pensione ai livelli europei. L’estensione e l’ampliamento della quattordicesima, invece, è una nostra proposta già accolta e finanziata nell’ultima legge di stabilità”.

 

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