La rilevanza economica della cultura e della creatività in Italia

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«Sebbene i numeri dimostrano che la cultura e la creatività sono uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del Made in Italy, continuano a mancare politiche incisive in grado di sviluppare concretamente il potenziale di questo comparto e soprattutto una visione strategica complessiva, in grado di cogliere appieno la funzione e il ruolo delle industrie culturali e creative nella società e nell’economia». E’ quanto afferma Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola e Unioncamere, che ha elaborato il rapporto 2017 di “Io sono cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” e lo ha presentato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

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Si dice che il Sistema Produttivo Culturale e Creativo del nostro Paese è di quasi 1,5 milioni di lavoratori e attiva altri settori dell’economia, arrivando a costituire una filiera culturale, intesa in senso lato, di 250 miliardi di euro. Sulla base di questi numeri la Fondazione Symbola e Unioncamere si è chiesta che ruolo occupa la filiera culturale e creativa nell’economia italiana.

 

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