L’appetito… va in vacanza?

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Vacanze, riposo, mare, divertimento: tutto bello, bellissimo…ma non per i più piccoli. Per loro, al mondo da pochi mesi, l’estate è soprattutto fatta di caldo, afa, tanta sete e sole fastidioso. Una condizione che influenza anche il rapporto con il cibo.

Le 7 domande chiave

Ecco alcune riflessioni importanti che devono guidarci per orientare al meglio l’alimentazione dei piccoli in questo periodo.

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  1. In estate si brucia meno energia per mantenere costante la temperatura corporea rispetto a quando fa freddo e, quindi, l’organismo ha bisogno di assumere una quantità minore di calorie attraverso l’alimentazione. Questo vale anche per i bambini?
    In linea di massima sì: anche per i bimbi il caldo estivo tende ad abbassare il fabbisogno calorico e, di conseguenza,  a determinare un minor appetito. È normale, quindi, che mangino meno e con minor entusiasmo, e non vanno assolutamente forzati a fare il contrario. Mettendo comunque in conto che ogni giornata può essere diversa dall’altra: è frequente che in estate si alternino momenti di rifiuto quasi totale del cibo ad altri nei quali i bambini dimostrano persino più appetito del solito.
    Bisogna rispettarne ritmi e innata capacità di autoregolarsi. È ovvio, poi, che le esigenze cambiano a seconda che si facciano le vacanze al mare, che si sia costretti a trascorrere un periodo nel clima afoso cittadino, o che ci si possa concedere una pausa di refrigerio in montagna. In quest’ultimo caso, l’effetto dell’estate potrebbe anche non farsi sentire, anzi, è dimostrato come l’aria di montagna generalmente stimoli nei piccoli un maggiore appetito.
  2. Cambiamenti nell’alimentazione, come lo svezzamento, sono da evitare nella stagione estiva, soprattutto in vacanza?
    In effetti la stagione estiva non è il periodo migliore per iniziare lo svezzamento: già il caldo e l’afa possono infastidire il piccolo, ma se poi, invece che con una bella poppata rassicurante, si trova alle prese con un cucchiaino duro e freddo e con alimenti nuovi, dal sapore strano e difficili da deglutire, la “sorpresa” non è delle più piacevoli. Questo è ancora più vero quando si è fuori casa per le vacanze e l’ambiente diverso costituisce un ulteriore motivo di disturbo. Se possibile, è meglio rimandare l’introduzione delle prime pappe al momento del ritorno, quando la rassicurante consuetudine dell’atmosfera familiare renderà più facili i primi approcci con il cibo solido.
    A questo proposito, se iniziare lo svezzamento con la frutta, dolce e ben accetta, può essere sempre una buona idea, lo è a maggior ragione in estate, data la capacità di questo alimento di idratare l’organismo e fornirgli vitamine e sali preziosi.
    Infine, un piccolo trucco: anche se non si dovrebbero mettere pappe e minestrine nel biberon per invogliare il bambino a mangiarle, in estate è ammessa qualche eccezione, almeno nel caso di un ostinato rifiuto del cucchiaino. Un uso moderato del biberon, infatti, alleggerisce la tensione e può aiutare il bambino un po’ diffidente a prendere confidenza con i nuovi sapori.
  3. Se a colazione non gradisce più il “solito” latte, quali alternative sono indicate in estate?
    Nella stagione calda, il latte a colazione trova il suo miglior sostituto nello yogurt, per la consistenza cremosa e il gusto delicato che risultano particolarmente freschi e gradevoli.
    Altrettanto piacevoli e nutrizionalmente validi possono essere i frullati di frutta, che vedono il gusto del latte  “mascherato” da quello gradevolmente dolce e aromatico dei frutti estivi. Infine, è da segnalare anche il latte di riso: nella versione arricchita con calcio, può ampliare la scelta di alimenti a colazione.
    Nel caso il rifiuto del latte dovesse estendersi anche a queste alternative, non sarebbe comunque il caso di preoccuparsi troppo: il calcio si trova in molti altri alimenti (formaggi freschi, verdure, legumi, frutta a guscio…), e la stessa acqua minerale può esserne un’ottima fonte.
  4. Può essere una buona idea sostituire a merenda lo yogurt o la frutta con il gelato? Quale? E usarlo come sostituto, qualche volta, di pranzo o cena?
    Proporre a merenda il gelato al posto dello yogurt o della frutta non comporta particolari vantaggi sotto il profilo nutritivo, ma nemmeno problemi, e può costituire certamente una gradevole variante per il bambino. In linea di massima, come sostituti dello yogurt, sufficientemente completi ed energetici, sono perfetti i gelati che contengono latte, mentre i semplici sorbetti di frutta, meno calorici, sono indicati per i bambini che hanno una certa tendenza al sovrappeso. Il gelato non può invece costituire un valido sostituto di pranzo o cena, perché la sua composizione nutritiva non è sufficientemente varia e bilanciata. Costituito da una quota importante di zuccheri semplici, ai quali si aggiunge una quantità piuttosto limitata di proteine e grassi (nel caso dei gelati alla crema), non vanta un apporto salino e vitaminico sufficiente, e nemmeno fornisce una giusta dose di carboidrati complessi (amido).
  5. È un po’ svogliato e inappetente per il caldo: forse è meglio proporgli spesso un piatto unico?
    La proposta del piatto unico in estate è certamente un’ottima idea: se ben preparato, gratifica il gusto dei piccoli e soddisfa i loro fabbisogni, senza obbligarli a stare a tavola troppo a lungo. Tra l’altro, concentrando la cena in una sola preparazione, si riescono a tenere meglio sotto controllo le calorie del pasto e, soprattutto, è possibile combinare gli ingredienti in modo da garantire un perfetto equilibrio nutrizionale. A questo si aggiunge la sensazione psicologica, importante per i bambini, di un minor impegno nell’affrontare il momento della cena rispetto a quello richiesta da una serie di portate in sequenza.
    Perché il piatto unico soddisfi davvero la sua funzione, è necessario però che sia completo e bilanciato sotto il profilo nutrizionale: deve comprendere amido e proteine pregiate e avere un contenuto di grassi limitato. La pizza, il riso con i piselli e le insalate di pasta sono tutte proposte valide per i bambini dopo lo svezzamento.
  6. Se il bimbo non gradisce frutta e verdura, come fare per ripristinare i sali minerali persi col sudore?
    Certamente la frutta e la verdura sono alimenti molto utili nel periodo estivo, per reidratare l’organismo e compensarne le perdite saline. Se il bambino non le gradisce, si può comunque ovviare al problema proponendogli acqua minerale con residuo fisso più elevato del solito (va benissimo un valore tra 500-800 mg/l).
    È importante poi ricordare che la carne, il formaggio, il pesce e le uova, considerati soprattutto come ottime fonti proteiche, sono anche alimenti ricchi di sali, che possono rivelarsi preziosi per reintegrare quelli persi con il sudore.
  7. Più che affamato, è sempre assetato: a quali bevande dare la preferenza, senza esagerare con le calorie?
    La bevanda migliore è l’acqua (minerale o del rubinetto): non fornisce calorie, non appesantisce la digestione e soddisfa la sete.
    Sono invece da evitare le bibite gassate, che rappresentano un finto rimedio contro la sete: ricche di zucchero come sono, danno parecchie calorie e non placano il desiderio di bere. I succhi di frutta, la contengono nella concentrazione del 100%, sono ottime bevande, purché non sostitutive dell’acqua. Infine, va ricordato il tè freddo, purché del tipo deteinato, preparato in casa con poco zucchero.

 

di Giorgio Donegani, nutrizionista e Direttore scientifico della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare

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