Ius Soli: per la sinistra ennesimo pretesto per attaccare Pd e Governo

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Fulmini e saette, la politica italiana si spacca ancora. La materia del contendere, nelle ultime quarantott’ore, è rappresentata dalla legge sullo ius soli.

Da destra a sinistra, reazioni contrastanti

Dai pugni chiusi alle braccia tese, ogni singola componente dell’arco costituzionale sembra coltivare una posizione netta, ma distinta dalle altre. A parte il merito della questione, purtroppo sconosciuto ai più, il rinvio della legge a settembre ha suscitato reazioni contrastanti: delusione cocente a sinistra, euforia incontenibile a destra. “Non gliela faremo approvare mai”, ha tuonato il ruspante leader della Lega Matteo Salvini; “Rinvio a settembre inaccettabile”, ha sostenuto il segretario di Sinistra italiana Nicola Frattoianni; “Approvate la legge entro fine legislatura”, ha infine richiesto – con tono più istituzionale – la Presidente della Camera, Laura Boldrini.

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L’imperativo categorico è ‘fare polemica’

Assistiamo, neanche troppo attoniti, a quello che ormai è diventato l’imperativo categorico, il leitmotif del nostro sistema politico: fare gazzarra. Fintanto che le sferzate provengono da Matteo Salvini, Giorgia Meloni o Silvio Berlusconi, poco male. Sorprende, però, come la sinistra-più-a-sinistra-della-sinistra non perda mai occasione per colpire – e, possibilmente, affondare – il Governo guidato da Paolo Gentiloni.

Quando Civati liquidò la legge sulle unioni civili

Fuor di metafora, e senza alcuna propensione al vittimismo, per chiarire la vicenda è necessario richiamare quando accadde, poco più di un anno fa, sulle unioni civili. Ricordate, per caso, come fu la reazione di tutti coloro che, ora, si stracciano le vesti per il rinvio di questa legge? Tiepida, tendente al freddo. Paradigmatiche furono le parole di Pippo Civati, ex PD, ora membro del Gruppo misto, componente Alternativa libera-Possibile: “Legge pessima. La nuova Forza Italia è al governo”. Questione chiusa, provvedimento insignificante.

L’unico obiettivo della sinistra è attaccare

Poco importa che lo ius soli – quello vero – preveda l’acquisizione automatica della cittadinanza per chi nasce in un Paese e la legge in esame non vada in quella direzione. Poco importa che porre la questione di fiducia, hic et nunc, avrebbe verosimilmente causato la caduta del Governo. Attaccare, attaccare sempre, in ogni situazione, con ogni singolo strumento a disposizione: questo è l’obiettivo. Badate, farsi dettare la linea da Angelino Alfano non rappresenta né una grande vittoria, né una bella prospettiva, ma sembra davvero che l’approvazione dello ius soli non avrebbe suscitato tanto clamore quanto sta facendo il suo rinvio.

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