Depressione e insonnia: dormire poco fa male al cervello

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Psicologi e psichiatri della Scuola di Medicina dell’Università della Pennsylvania hanno determinato che la carenza di sonno può avere un impatto sensibile sulla salute mentale, riducendo la capacità di pensare positivamente. Sebbene possa apparire una conseguenza poco rilevante rispetto agli altri effetti negativi dell’insonnia, che spaziano dall’aumento del rischio di sviluppare patologie del sistema cardiovascolare a quello del morbo di Alzheimer, in realtà si tratta di uno dei sintomi più gravi della depressione, un disturbo psichiatrico che può avere conseguenze devastanti sulla qualità della vita di chi ne soffre.

“Generalmente, abbiamo la tendenza a notare gli stimoli positivi nel nostro ambiente – ha sottolineato il dottor Ivan Vargas, l’autore principale dello studio -, noi tendiamo a concentrarci sulle cose positive di più di ogni altra cosa, tuttavia abbiamo osservato che la privazione del sonno può invertire questa situazione”. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver coinvolto 40 giovani adulti sani in un esperimento, durante il quale sono state rilevate emozioni e reazioni innanzi a una serie di immagini.

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I giovani sono stati innanzitutto divisi in due gruppi: il primo è stato costretto a rimanere sveglio per 28 ore consecutive, mentre il secondo ha avuto la possibilità di riposare per le canoniche otto ore. Al termine della prima fase tutti quanti hanno dovuto osservare sullo schermo del computer una serie di volti felici, tristi e neutri. I ricercatori hanno evidenziato che le persone private del sonno non erano più propense a focalizzarsi sulle espressioni negative, ma si concentravano meno degli altri sui volti felici, facendo emergere un parallelismo con la depressione. “La depressione è tipicamente caratterizzata dalla tendenza a sentirsi tristi e a pensare negativamente, ma più di questo, essa è associata al sentirsi meno positivi, meno in grado di sentirsi felici”, ha sottolineato Vargas. “La carenza di sonno riduce l’abilità di pensare positivamente – ha proseguito lo studioso -, che nel tempo potrebbe comportare un rischio di sviluppare la depressione”.

In occasione dell’assemblea annuale delle Associates Professional Sleep Societies LLC, chiamata SLEEP 2017, lo stesso team di ricerca ha presentato un altro studio nel quale è stato dimostrato che le persone che soffrono di insonnia hanno un rischio triplo di pensare al suicidio e alla morte rispetto a chi riposa normalmente, un altro elemento a suffragio dei risultati della nuova indagine. Dopo le recenti ricerche dall’Università Politecnica delle Marche e dell’Università di Washington Saint Louis, che hanno dimostrato un legame con la malattia di Alzheimer, ci sono dunque sempre più prove che evidenziano l’importanza di un sano e corretto riposo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Cognitive Therapy and Research.

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