La sostenibilità: cos’è, come si protegge, chi se ne fa promotore

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C’è una parola che negli ultimi anni viene ripetuta continuamente, anche in contesti non sempre adatti, e che però difficilmente corrisponde ad azioni concrete. É la sostenibilità, tema chiave di dibattiti e speciali televisivi, argomento da conversazione e da salotto. Negli anni lo sviluppo sostenibile è stato definito in vari modi. Come sostiene il WWF nel suo “Living Planet Report”, sostenibilità significa imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta. Come dire che lo sviluppo sostenibile sarebbe la capacità della specie umana di vivere in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui traiamo le risorse per vivere e senza oltrepassare le loro capacità di assorbire gli scarti e i rifiuti dovuti alle nostre attività. A proposito di questo tema sono interessanti anche le parole che Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, ha scritto in un suo libro qualche anno fa. «Ogni giorno che passa, si accumulano nuove prove che certificano che le attività umane stanno esercitando una pressione eccessiva sul nostro pianeta. Continuando così, rischiamo di superare quello che alcuni scienziati definiscono come “punto critico planetario”, oltrepassato il quale ci troveremmo in una situazione inedita, non necessariamente piacevole per noi e gli altri abitanti della Terra». Un allarme che deve preoccupare tutti i cittadini responsabili, ma soprattutto i genitori, che hanno il compito di lasciare in eredità ai loro figli un mondo migliore e non compromesso da gesti e comportamenti incoscienti.

BiodiversitàA cosa serve e come si tutela?

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Quattro modi per avere a cuore l’ambiente
Per determinare uno sviluppo delle società umane che sia sostenibile, in fondo, basterebbe qualche cautela. Ad esempio limitare l’intervento dell’uomo sull’ambiente quando si capisce che la sua vitalità viene messa a rischio. Oppure avere a cuore l’efficienza nei processi produttivi, nel senso di proteggere l’ambiente e di non sfruttarlo fino ad esaurirlo per il nostro profitto. Una terza via potrebbe essere quella di non prelevare dell’ambiente più di quanto esso possa rigenerare, in modo da mantenere il suo equilibrio intatto. Ancora impegnarsi perché gli scarti e i rifiuti siano contenuti, in modo da non trasformare il paesaggio con accumuli di scarti che avremmo magari potuto reciclare. Infine, per le famiglie con bambini piccoli, affidarsi a prodotti di qualità, che derivano da produzioni biologiche e rispettose della Natura, può essere il modo migliore per consegnare ai propri figli un ambiente più protetto.

Hipp, un’azienda che persegue lo stesso obiettivo
Certo non è semplice trovare aziende che lavorano con queste prospettive, anche nel settore dell’infanzia. Un ruolo di primo piano in questo senso viene svolto da Hipp, che da oltre sessant’ anni si adopera a favore della coltivazione organico-biologica, affrontando con consapevolezza e sensibilità le tematiche relative alla natura, all’uomo e all’economia. L’equilibrio tra l’uso sostenibile e la tutela della diversità biologica è una delle tematiche centrali dell’azienda, che interpreta l’agire sostenibile come il trattare con responsabilità le risorse ed operare e gestire in modo socialmente sostenibile. Un impegno che ha già ottenuto riconoscimenti internazionali. Hipp è stata inserita tra le “buone imprese” e in cooperazione con la politica e i delegati di 190 Paesi sostiene l’iniziativa “Business and Diversity” rivolta alla protezione della biodiversità. Qaulche anno fa, poi, l’azienda ha anche ritirato, direttamente dalle mani del Cancelliere Angela Merkel, il Premio tedesco di Sostenibilità nella categoria “Acquisti più sostenibili 2009“. Un riconoscimento arrivato perché dagli acquisti alla produzione, fino alla distribuzione ed amministrazione, l’azienda osserva i principi di sostenibilità. In particolare questi principi vengono promossi in modo eccellente nel settore degli acquisti. Un comporto fondamentale, dato che con circa 25.000 tonnellate, HiPP è la più grande azienda mondiale di trasformazione di materie prime organico-biologiche.

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