Il tempo passa, la seduzione continua

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Per mantenere vivo il rapporto di coppia, non bisogna farsi bloccare dal pensiero che certi comportamenti siano da ragazzini e possano sembrare ridicoli in una relazione più matura. Le manifestazioni di interesse sono apprezzate a tutte le età. Ecco i consigli di Massimo Ronchei, psicologo e psicoterapeuta di Reggio Emilia.

 

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No alle critiche continue, sì agli apprezzamenti

Non è vero che, superato un certo grado di conoscenza e di intimità, le parole non servono. “Sentirsi dire ‘ti amo’ è sempre gradito, anche quando si è già certi dei sentimenti dell’altro”, osserva Massimo Ronchei. “Allo stesso modo è gradevole ricevere dei complimenti, degli apprezzamenti per le proprie qualità. Nelle coppie di lunga data si tende, con il passare del tempo, a notare più i difetti che gli aspetti positivi, a criticare, a lamentarsi di quello che l’altro non è e non fa come noi vorremmo. È più proficuo, invece, valorizzare le qualità del partner e il suo impegno nella vita di coppia, lodandolo e manifestando il nostro apprezzamento. È la tecnica del rinforzo positivo. Per esempio, se ci complimentiamo per un nuovo taglio di capelli, oppure per un abito o un accessorio che gli sta particolarmente bene, il partner si sentirà sollecitato a curare di più il proprio aspetto fisico”. È altrettanto importante imparare a ringraziare l’altro per quello che fa per noi nella vita di tutti i giorni: per avere cucinato il pranzo, fatto la spesa o anche solamente preparato un caffè. “Anche in questo caso, non bisogna dare nulla per scontato, ma valorizzare ogni gesto”, dice l’esperto. Comunicare i propri sentimenti non vuol dire solo esprimerli a voce, ma anche dimostrare interesse attraverso l’ascolto attivo del partner, che si dimostra dedicandogli la nostra attenzione totale quando ci parla, fermandoci, guardandolo negli occhi e trasmettendo con i gesti la nostra partecipazione”.

 

Indovinare i desideri del partner e… stupirlo!

I gesti piccoli e grandi per dimostrare cura e interesse nella coppia sono importanti quanto le parole, forse anche di più. “Per esempio, la ricerca del contatto fisico trasmette desiderio di vicinanza e di intimità”, spiega Ronchei. “Prendersi per mano mentre si passeggia, sedere vicini sul divano quando si guarda un film, abbracciarsi al rientro a casa o prima di addormentarsi sono gesti semplici ma efficaci, eppure spesso trascurati”. Se la routine soffoca la relazione imponendo sempre gli stessi copioni, un gesto che sorprende può spezzare la monotonia e riaccendere l’interesse. “Basta usare la fantasia per trovare modi sempre nuovi per stupire l’altro: apparecchiare per la cena in terrazza, creando un’atmosfera romantica, scrivergli un biglietto d’amore, andare a fare la spesa al posto suo o portargli la colazione a letto. Sono tutti gesti che trasmettono voglia di fare qualcosa di speciale per piacere a lui o a lei. È questo il messaggio importante da trasmettere”.

 

SorpreseSiete ancora capaci di stupirvi?

Mostrarsi sempre al meglio è segno di attenzione

Agli inizi di una relazione, lei e lui fanno il possibile per presentare all’altro il proprio lato migliore: curano l’aspetto fisico, scelgono con attenzione l’abbigliamento, si mostrano brillanti e interessanti in ogni occasione. Poi, poco a poco, il passare del tempo smorza gli entusiasmi e l’impegno e ci si lascia andare, adducendo l’alibi della consuetudine. “Ma farsi belli o mantenersi attraenti per piacere all’altro vuol dire avere a cuore il proprio e il suo benessere. Bando, allora, alle pantofole e ai pigiami comodi ma sgraziati, conserviamo la forma fisica e curiamo il nostro aspetto, come anche il nostro modo di rapportarci al partner”.

 

Le passioni comuni accendono l’interesse

Infine, per mantenere sempre vivo il rapporto occorre alimentare gli interessi in comune e crearne di nuovi. “Fare qualche cosa insieme unisce i partner”, spiega l’esperto. “Condividere un passatempo crea complicità e alleanza ed è anche un modo per ritagliare un po’ di tempo in esclusiva per la coppia quando c’è un bimbo che monopolizza quasi tutto il tempo dei genitori, per tornare a essere almeno ogni tanto “solo” lei e lui, oltre che mamma e papà”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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