Friuli, riemerge la preistoria…

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I resti scoperti a Palse di Porcia (Foto: ilfriuli.it)
Importanti resti di una capanna e resti di un focolare, entrambi risalenti al IX secolo a.C., quindi all’epoca protostorica, sono stati riportati alla luce nell’ambito di controlli effettuati dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, in un’area privata a destinazione edilizia, in via Vespucci, nella frazione di Palse di Porcia.
Gli scavi iniziali, che hanno permesso l’individuazione dei resti archeologici, sono stati condotti dall’archeologa Raffaella Bortolin su incarico del proprietario del lotto. Successivamente, vista l’emergenza di diversi resti antichi e l’urgenza di provvedere con rapidità allo scavo dell’intero contesto a causa dell’estrema labilità dei resti archeologici di epoca protostorica, è intervenuta direttamente la Soprintendenza che, sotto la Direzione lavori del Funzionario archeologo Serena di Tonto, ha svolto, tramite la Ditta Arcsat snc, un’indagine archeologica nell’intera area, con lo scopo di approfondire la ricerca e provvedere ad una corretta documentazione.
Lo scavo archeologico ha rivelato la presenza di tre cicli insediativi di cui il più recente è attribuibile al VI-V secolo a.C. e quello più antico al IX secolo a.C. avanzato. Le evidenze più interessanti sono risultate essere, appunto, i resti della capanna risalente al IX secolo a.C., situata lungo il limitare sud dell’area, di cui sopravvivono i piani pavimentali in limo, sui quali era stato ricavato un piccolo focolare sostenuto da ciottoli di pezzatura selezionata e situato nell’angolo nordovest. Il focolare è anche caratterizzato da una struttura pluristratificata, con preparazione di frammenti ceramici.
Non meraviglia la presenza di resti archeologici in quest’area in quanto collocata nell’ambito dell’antico Castelliere protostorico di Santa Ruffina di Palse. Al termine dell’indagine archeologica, i resti che si trovano nell’area del lotto che non verrà edificata saranno opportunamente ricoperti di geotessuto per una corretta conservazione.
Fonte:
ilfriuli.it

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