Crowdfunding: in Italia una crescita quasi miracolosa

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Crowdfunding digitale, ovvero: il finanziamento collettivo. Negli ultimi anni si è sviluppato in modo esponenziale: è sfruttato da gruppi di persone per sostenere il lavoro o le cause di singoli, di aziende o organizzazioni. Con l’avvento di Internet e dei pagamenti digitalizzati, ovviamente anche le tipologie di finanziamento sono moltiplicate e hanno coperto innumerevoli campi aiutando – per esempio – migliaia di piccole aziende e startup a farsi conoscere e crescere nel mercato globale.

Tiriamo le somme riguardo alla crescita

In Italia i numeri raggiunti sono da capogiro: tra il 1° luglio 2016 e il 30 giugno 2017 sulle varie piattaforme di crowdfunding sono stati raccolti ben 138,6 milioni di euro. Questa cifra ha ovviamente portato il valore del mercato a quota 189,2 milioni di euro che rappresenta una cifra record per il settore relativo al mercato italiano.

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La ricerca condotta dal Politecnico di Milano

Una ricerca realizzata dall’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano ha dimostrato in modo molto dettagliato un trend in crescita dei finanziamenti collettivi individuandone i limiti e le potenzialità comparando i risultati con il resto d’Europa.

I tre settori del crowdfunding in crescita

Non solo, ma ne descrive anche l’evoluzione della normativa di promozione e vendita e i relativi riscontri da parte dell’industria analizzando i principali partecipanti dei tre comparti del settore quale equity crowdfunding (consente a società non quotate di raccogliere risorse finanziarie dal pubblico a fronte di quote azionarie), lending crowdfunding (attraverso il quale persone fisiche e giuridiche possono decidere di prestarsi fondi reciprocamente, ad un tasso di interesse, più o meno alto, con il fine di realizzare un progetto) e invoice trading (attraverso fatturazioni commerciali).

Vi è stata una crescita per tutti e tre i settori grazie all’arrivo di importanti e prestigiosi operatori sul mercato e ha indicato una crescita quasi esponenziale per quanto riguarda il lending crowdfunding e l’invoice trading. Bisogna però dire che la ricerca non ha interessato tutto il vario mondo del crowdfunding, ma solo quello che riguarda principalmente il crowdinvesting ovvero l’opportunità per singole persone fisiche o istituzioni o professionisti di aderire, attraverso una piattaforma Internet che lo renda possibile, alla raccolta di risorse economiche per un progetto imprenditoriale in cambio di un po’ di denaro o di pubblicità, come, appunto, una sorta di investimento. Il crowdinvesting è la nuova forma di finanziamento collettivo che è diventato sempre più forte da un anno a questa parte.

Ma poniamo una lente di ingrandimento sui tre settori accennati poco sopra e vediamo se per ognuno di essi vi è stato anche qualche aiuto da parte del Governo italiano.

Il lending crowdfunding

Partiamo, quindi, dal lending crowdfunding ovvero uno dei metodi più comuni e usati in tutto il mondo. Consiste nel prestare del denaro tramite Internet a persone fisiche, chiamate consumer, o a delle imprese, definite business, a fronte di un interesse e del rimborso del capitale. Spesso il portale su cui si fissa un finanziamento in lending seleziona il prestito attribuendo una classifica e lo suddivide fra un folto gruppo di investitori predisposti, frazionandone il rischio oppure lo presenta alla massa digitale che può decidere se finanziare il progetto o meno, in base al gradimento e alla popolarità.

In Italia vi è stato un trend in crescita per quanto riguarda le piattaforme attive su questo fronte. Il 30 giugno 2017 se ne sono contate ben 6 in ambito “persone fisiche” (erano solo 3 l’anno scorso) e 3 in ambito “imprese” (era solo una l’anno scorso). Le risorse per adesso raccolte attraverso i vari portali sono circa 88,3 milioni di euro e solo 15 milioni di euro sono destinati alle imprese. La cosa più sbalorditiva è stato che ben 56,6 milioni di euro sono stati raccolti solo negli ultimi 12 mesi che determinano una crescita molto alta del mercato, merito soprattutto dell’arrivo in Italia di due piattaforme francesi.

Gli italiani iscritti nelle varie piattaforme relative al consumer sono più di 11.000 di cui il 90% maschi di età compresa tra i 38 e i 46 anni che finanziano generalmente individui della loro stessa età per il 71% maschi. Le imprese italiane finanziate dai portali sono invece 261 di cui 198 fatturano meno di 2 milioni di euro l’anno. Questo mostra, quindi, che rispetto ad un credito bancario le condizioni di finanziamento non risultano molto convenienti, ma la rapidità di risposta offerta dalle piattaforme è un grande pro che non dispiace.

L’invoice trading

Continuiamo con l’invoice trading, ovvero la cessione di una fattura commerciale attraverso un portale Internet che seleziona le opportunità e sostituisce lo sconto della fattura attuato dalle banche per supportare la moneta circolante nell’investimento. La particolarità sta nel fatto che gli investitori anticipano l’importo della fattura al netto della remunerazione richiesta.

In Italia si è vista una crescita molto notevole passando da 1 a 5 portali dedicati. Le risorse raccolte attraverso questi portali, calcolati al 30 giugno 2017, ammontano a circa 88,5 milioni di euro, più di 8 volte quelli raccolti l’anno scorso. Le fatture cedute da imprese italiane attraverso questo metodo di finanziamento sono più di 2.000 mentre l’anno scorso erano a malapena 220.

L’equity crowdfunding, l’unico con qualche difficoltà

Concludiamo con l’equity crowdfunding, ovvero la raccolta di risorse attraverso una sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale di una società. In questo caso è importate accennare ad un punto presente nella Legge di Stabilità 2017 che ha introdotto una novità importante, ma non ancora operativa. Praticamente con la nuova Legge, se prima questa opportunità di investimento era riservata solo a startup e a Piccole e Medie Imprese innovative, ora è destinata a tutte le PMI a condizione che la campagna raccolta fondi sia veicolata su piattaforme autorizzate. Altro elemento importante è stato l’aumento al 30% della detrazione fiscale per gli investitori, ma questo limitato per le startup e per le Piccole e Medie Imprese innovative.

I portali autorizzati a tale finanziamento, in Italia, erano circa 19 in data 30 giugno 2017. Il numero è lo stesso dell’anno scorso a causa di alcuni nuovi arrivi che hanno sostituito vecchi abbandoni, ma la raccolta fondi è praticamente raddoppiata passando da 48 a 109 di cui 36 chiuse con successo, 53 chiuse senza successo e 20 ancora aperte. Il capitale raccolto in 5 anni è di circa 12,4 milioni di euro di cui circa 6,85 milioni raccolti solo negli ultimi 12 mesi. Sono presenti circa 1196 investitori di cui 1068 persone fisiche di età media di circa 43 anni e 128 persone giuridiche.

La raccolta media è di circa 245.158 euro, in calo rispetto agli anni passati. Le 106 imprese che hanno presentato campagne di raccolta fondi fino al 30 giugno sono quasi tutte startup inserite nelle piattaforme social/sharing (28), nell’ICT (25) e nei servizi professionali (14). Gli scopi della raccolta sono diversificati e vanno dagli investimenti in marketing (56%), nella ricerca-sviluppo e innovazione (42%) e nello sviluppo di siti web o applicazioni digitali (41%).

Un settore utile per molti giovani e non solo

Insomma, siamo davanti ad un altro settore in grande crescita che potrebbe in qualche modo aiutare tante piccole imprese o startup spesso gestite da giovani molto intraprendenti, a crescere e mostrarsi nel mercato globale. Bisogna sempre stare attenti alle truffe nonostante, comunque, i controlli apportati nei vari portali siano di alto livello. In ogni caso questa potrebbe essere un grande passo avanti sia dal punto di vista economico e di sviluppo tecnologico di un Paese, sia dal punto di vista dell’occupazione soprattutto giovanile. Se avete delle idee forti e concrete, non scoraggiatevi e mettetevi in gioco, è così che sono nate tante tecnologie che oggi usiamo quotidianamente. Pensate ad esempio alla tecnologia dell’auto autonoma o ai primissimi pannelli fotovoltaici, è anche grazie al crowdfunding e al crowdinvesting che hanno reso possibili la ricerca, lo sviluppo e la produzione. Vi lascio con una citazione di Keynes che potrebbe incentivarvi ad entrare in questo mondo qualora aveste intenzione di farlo: “Investire con successo significa anticipare le anticipazioni degli altri.” Non fatevi fregare l’idea!

 

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