MATTARELLA INAUGURA CATTEDRA “MARITAIN”

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato a Matera, capitale europea della cultura 2019, la Cattedra “Jacques Maritain” dedicata a “Pace e dialogo tra le culture e le religioni del Mediterraneo”, istituita dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain e dall’Università degli Studi della Basilicata. Il corso di Alti Studi Mediterranei è in programma a Matera, San Chirico Raparo e Potenza.

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Nel corso della cerimonia, che si è tenuta all’Auditorium Gervasio, dopo i saluti del Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, del Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Giampaolo D’Andrea, e del Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, sono intervenuti la Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole e il Segretario generale dell’Istituto Maritain di Roma, Gennaro Giuseppe Curcio.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Capo dello Stato.

“C’è bisogno di più Europa, di un’Europa unita nel Mediterraneo e verso il Mediterraneo. E c’è bisogno di riconoscerci come comunità capace di trasferire valori saldi senza immaginare che la contaminazione sia una minaccia. È il pensiero che consegno e con il quale mi accompagno nel saluto deferente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”, ha detto il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, nel corso dell’inaugurazione della Cattedra Maritaina. 

“La Basilicata è regione del Sud, territorio cerniera tra le altre regioni, che guarda al Mediterraneo con responsabile attenzione, considerandolo bacino di opportunità e non solo luogo di crisi ed argomento sovente strumentale di divisione politica. E la Basilicata guarda all’Europa come patria comune, preoccupata della sua evidente crisi identitaria e valoriale, dimentica del ruolo insostituibile nel percorso di costruzione di Pace e di sviluppo nel tempo dell’inconciliabile paradosso tra globale e rigurgiti nazionalistici”.

“C’è bisogno di un nuovo umanesimo, di rinnovare vincoli di vicinato e di solidarietà. Di recuperare l’umanesimo integrale di Maritain, alternativo all’integralismo che genera lutti e paure, inducendoci al contrario ad operare per una politica al servizio del bene comune. Proprio Lei, signor Presidente – ha detto Pittella rivolgendosi a Mattarella -, più volte ci ha ricordato che la politica, nel suo essere servizio alla persona e alla sua dignità, deve battersi per l’affermazione dei nuovi diritti come quelli alla protezione sociale, all’educazione, alla tutela della salute, all’inclusione e al rispetto della disabilità, al giusto salario. Noi, umilmente, la seguiamo e facciamo nostro il suo insegnamento”.

“E gli sforzi prodotti in questi ultimi anni, ci dicono che è possibile, non solo perché nella crescita complessiva del Paese, rispetto ai periodi di recessione, questa piccola regione mostra trend di crescita maggiori delle altre, perché riduce nel solo 2016 la povertà di 4 punti percentuali, perché aumenta la sua capacità occupazionale, perché il suo pil dopo anni di segno negativo segnala un’inversione in positivo,  ma perche questa regione, resiliente, dimostra come la sua vocazione, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, con i suoi mari, con i suoi parchi, con l’agro-alimentare di qualità, con Matera è riuscita e riesce ad agganciare il treno dello sviluppo e ad affermare la cultura dell’altro, l’equità sociale, una qualità della vita. E sull’emergenza umanitaria ha dimostrato di non aver paura, nel rispetto della sostenibilità territoriale: sono circa  3000 i richiedenti asilo che accogliamo, nella forma della micro-accoglienza. Su 131 comuni ne partecipano 65 e quando iniziammo erano appena 10”.

“Proviamo a non chiuderci e ad essere propositivi – ha aggiunto -: la velocizzazione delle istruttorie per il riconoscimento della protezione internazionale, le attività di formazione e lavoro utile  dei migranti e della accoglienza diffusa con strutture di piccoli dimensioni ed appartamenti sono alcune delle proposte accolte ed inserite nei provvedimenti assunti giorni fa dal Governo. Ed è oggetto di nostri approfondimenti un progetto pilota per la creazione di un modello di accoglienza ed integrazione capace di abbattere paure xenofobe ed ansie razziste. E non abbiamo chinato la testa dinanzi alla lotta al caporalato. Anzi, l’abbiamo condotta fino in fondo, smantellando i campi della vergogna di Boreano e soprattutto dimostrando che bisogna crederci per agire, ed avere coraggio per realizzare”.

“Anche i giovani Atenei, come quello della Basilicata svolgono un ruolo necessario nel dare al nostro Paese una moderna e rinnovata infrastruttura della conoscenza, della formazione, della ricerca e dell’innovazione”, ma oggi “la nostra università paga gli effetti di una politica verso il sistema universitario, messa in atto già da diversi anni, che lo ha diviso, lo ha messo in competizione, distribuendo il sostegno statale in modo non equo, creando disparità artificiose”. E’ questo uno dei passaggi dell’intervento della Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole, nel corso della cerimonia di inaugurazione della Cattedra “Jacques Maritain” che si è svolta oggi, a Matera, nell’auditorium Duni. Secondo la Rettrice è quindi “necessario modificare le regole del costo standard, o intervenire in modo mirato per salvare il nostro e altri atenei che ormai rischiano il default”: dal 2009, infatti, “i tagli – ha proseguito Sole – sono stati applicati in modo trasversale; in tempi recenti, l’adozione di un costo standard, dichiarato incostituzionale, ha portato il nostro Ateneo a una perdita di risorse continua, e a una situazione non più sostenibile, nonostante il positivo, e a questo punto vitale, supporto regionale”. 

“I piccoli Atenei hanno un costo, rapportato agli studenti regolari – ha aggiunto Sole -, analogo a quello dei grandi e medi Atenei, pur essendo spesso anche più efficienti. Ma il calcolo del costo standard è effettuato sul numero in assoluto degli studenti e su parametri che portano le Università presenti in territori fragili economicamente, a basso indice demografico e deboli dal punto di vista infrastrutturale e dei trasporti, a soffrire terribilmente”. La Rettrice dell’Unibas ha ricordato che “grazie alla sensibilità della ministra dell’Istruzione e del ministro per il Mezzogiorno” dal 2018 saranno previsti “parametri legati alla ‘territorialità’ e alla dimensione dell’Ateneo”, ma “è necessario modificare le regole del costo standard” per evitare il rischio di “default”, in quanto gli Atenei del Sud, secondo la Rettrice, sono “resilienti”, e lo è in particolare quello della Basilicata, “in grado di dare, progettare, misurarsi e proporsi come motore di sviluppo con le proprie competenze, con la qualità della formazione che eroga, della propria ricerca e dell’innovazione che è capace di innescare”.

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