INTESA POLIBA-BANCO NAPOLI PER HUB INNOVAZIONE

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Il Politecnico di Bari nuovo hub per l’open innovation grazie alla partnership con il Banco di Napoli. Nel pomeriggio, nel capoluogo pugliese, nella sede del rettorato del Politecnico, la firma dell’accordo di collaborazione. L’inaugurazione invece è prevista in autunno. “L’accordo con Bari”, come ha spiegato durante il suo intervento Francesco Guido, Direttore regionale Campania, Basilicata e Puglia Intesa San Paolo e Direttore Generale Banco di Napoli, “arriva dopo quello con l’Università Federico II di Napoli. Vogliamo investire qui a Bari con il Politecnico di Bari – ha detto Guido – avendo se possibile come orizzonte di osservazione l’intera Puglia, dopo averlo fatto con l’Università Federico II di Napoli, il 19 giugno. Due grandi motori del Sud per cercare di portare avanti questo tipo di ragionamento: non solo matching ma consulenza e offerta non finanziaria, sapendo che quella finanziaria ci vede avvantaggiati e sapendo – ha continuato – che al nostro interno ci sono sistemi di rating che vanno a valutare gli elementi di innovazione presenti nei bilanci aziendali. Il Gruppo Intesa San Paolo vuole fare dell’innovazione una parte fondamentale della sua identità”. 

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“Per fare innovazione – ha detto il rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio – è opportuno che ci siano prima di tutto le idee, ma anche che ci sia qualcuno che dia credito”. Importante quindi la collaborazione con il Banco di Napoli. “Fare innovazione molto spesso trova poi dei limiti nella disponibilità dei fondi, ma anche nella capacità di essere guidati. A volte si possono avere idee idee geniali – ha spiegato il rettore – ma avere capacità di essere guidati in un percorso imprenditoriale. La volontà di questa parnership è voler accompagnare chi ha una buona idea a far sì che questa buona idea possa diventare impresa e sia anche dotata di credito”.

L’hub è rivolto a start up, idee innovative “ed è il motivo per cui lo ospiteremo – ha continuato Di Sciascio – nell’ambito del nostro nuovo contamination lab che ha come mission quella di mettere insieme idee innovative, non convenzionali, e fare sì – ha aggiunto – che questa contaminazione possa diventare davvero impresa, start up, innovazione in tutti i sensi”. Nell’hub non solo proposte imprenditoriali, ma anche un dibattito sull’innovazione e “con loro – ha detto il rettore – speriamo di avere un percorso virtuoso per alcune delle iniziative imprenditoriali che non sono nostre, sono dei nostri giovani”. 

“Vogliamo che da questo – ha concluso – nasca un circolo virtuoso per cui chi vuole fare qualcosa possa trovare un interlocutore valido magari anche per dirgli che la sua idea non ha senso”. “Qui siamo in un santuario del capitale umano – è intervenuto ancora Guido – perché in questa sede si genera ogni giorno un flusso di conoscenza, che però ancora spesso nel Sud, nell’Italia in generale, rimane inerte e non va a contaminare il territorio delle imprese, non va a generare valore sul tessuto economico fondamentale”. Guido ha spiegato nel corso del suo intervento quale ruolo avrà il Banco di Napoli nell’accordo definito con il Politecnico.

“Intanto – ha spiegato – quello di creare le occasioni di incontro tra panel selezionati di aziende interessate rispetto a quella che è la ricerca scientifica che viene sviluppata nell’Università e creare la possibilità di trasferimento tecnologico che ancora oggi non ha delle chiare e continuative esperienze di successo e che si confronta con paesi come la Germania dove addirittura tutti gli studi di ricerca sono tra loro concatenati. La prima cosa da fare – ha sottolineato – è creare sistemi di innovazione. Quindi creare un’alleanza fra Università, che significa ricerca, e banca, che è il soggetto costantemente sul mercato, per individuare e conoscere le esperienze di imprenditori di successo e le imprese. Questo aspetto comincia a diventare il cuore pulsante del valore più importante: il capitale umano”. 

“La banca vuole realizzare queste possibilità di crescita. Da una parte – ha ribadito – l’Università con la sua ricerca, dall’altra la banca che non interviene solo per creare occasioni di incontro, ma che genera anche i servizi che assistono la crescita del capitale umano da parte delle aziende”. Il ruolo della banca, quindi sarà quello di “formare gli imprenditori su chiavi di successo strategiche come l’internazionalizzazione e la digitalizzazione, fare consulenza strategica nell’ambito di Industria 4.0, e su quelle che oggi sono le esigenze come la web reputation nell’ambito delle aziende che vogliono svilupparsi nell’e-commerce”.

Presente all’incontro anche l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone. “Viviamo una fase storica significativa – ha affermato – e non vogliamo rimanere indietro come Puglia. Anzi, vorremmo valicare quel confine che sembra che anche il nostro paese faccia fatica a solcare. Internet ha rivoluzionato il modo di lavorare, le relazioni tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. I metodi sono vuoti e la gente compra quasi tutto sul web. Tuttavia – ha sottolineato – il piano ‘Industria 4.0’ finanzia le macchine, non le connessioni. In Puglia funziona in maniera diversa. Mi piace immaginare come noi istituzioni possiamo lavorare per realizzare obiettivi comuni. E insieme al Politecnico possiamo rendere complementari le nostre azioni”. 

“Se per un verso apprezziamo che ci possa essere una tale attenzione per i macchinari, dall’altro – ha concluso – apprezziamo che insieme al Politecnico possiamo incidere maggiormente sulle connessioni, sul piano industriale dell’azienda che acquista un macchinario, sulla eventuale collocazione dei lavoratoti che rischiano di uscire dal circuito”.

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