La polizza malattia è davvero un affare?

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Maria Bianca Farina (presidente di Ania) ha sottolineato nell’ultima relazione annuale dell’associazione, che nel 2016 l’importo speso privatamente dagli italiani per le spese mediche è arrivato a 37 miliardi, 616 euro a testa e la somma continua a crescere anno dopo anno, visto che nel 2009 i miliardi erano stati 31.

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Una famiglia di quattro persone (papà di 45 anni, moglie di 35 e due figli di 15 e 9 anni), secondo quanto emerso da una indagine di RBM Assicurazioni Salute, può assicurarsi una copertura ospedaliera che va dai grandi interventi ai ricoveri, con massimali di copertura pari in media a 100 mila euro ma che in alcuni casi arrivano a 5 milioni. Se si aggiunge anche la diagnostica (ossia gli esami necessari ad accertare lo stato di salute), la spesa sale intorno ai 2 mila euro, esattamente quanto spende oggi in media ogni anno una famiglia italiana per curarsi (2.114 euro – tratto da ASSINEWS)

Ebbene a guardare questi numeri sembrerebbe che effettivamente convenga sottoscrivere le polizze malattia per cercare di risparmiare qualcosa.

In realtà personalmente sono di tutt’altro avviso. La copertura spese di cura, o malattia che dir si voglia, deve a mio avviso risponder ai criteri di un qualsiasi contratto assicurativo e quindi tutelare l’assicurato da eventuali danni che potessero mettere a repentaglio la sua capacità di spesa.

Va da se quindi, seguendo questo ragionamento, che in un sistema sanitario come il nostro, dove comunque si pagano tasse per la sanità pubblica e non è previsto un sistema di optino out (scelta di uscita) come in Germania, coprire le spese di cura privatamente non ha senso; o meglio, ha senso coprire le malattie importanti, attraverso la polizza grandi interventi. Infatti sono quelle che mettono a dura prova le finanze del cittadino che spesso, per mancanza di fondi, è costretto a rivolgersi al pubblico, quando magari all’estero potrebbe trovare una specializzazione proprio sul suo caso (o in italia in strutture private).

I benefici che oggi si hanno nell’avere una polizza tradizionale malattia sono esclusivamente un miglior confort (spese alberghiere del privato rimborsate) o una riduzione dei tempi di attesa, anche nel pubblico se si va come solventi. Troppo poco per giustificare una spesa out of pocket di tale importo. Il ragionamento si fa poi più “aspro” se ci rivolgiamo alle spese specialistiche dove in realtà, sempre per mia modesta opinione, il costo non è giustificato.

Per poter invece avere una copertura efficace e conveniente da un punto di vista economico bisognerebbe affidare tutta la spesa sanitaria al privato attraverso fondi sanitari obbligatori per tutti i cittadini. Così facendo si riuscirebbe ad avere una sanità efficace a costi inferiori rispetto all’attuale sistema dove il cittadino paga le tasse e poi paga anche la polizza.

In sintesi, se vogliamo una copertura malattia intelligente orientiamoci verso la LTC, l’IP da malattia e la polizza grandi interventi.

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