Un plastico ferroviario in ufficio: quando la passione sposa la tecnologia

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C’è chi discute se portare il cane in ufficio, chi l’arreda con quadro d’autore. FMC, la prima società di consulenza di comunicazione dedicata all’hi-tech, ha fatto una scelta diretta realizzando un plastico ferroviario allo stato dell’arte delle tecnologie, rinnovate proprio in occasione dei 30 anni di attività dell’azienda, che in questi decenni ha comunicato per aziende del settore informatico, dell’automazione, delle telecomunicazioni e del ferroviario. Negli uffici di Via Marradi, in pieno centro Milano, ci si può così imbattere in un tipico paesaggio alpino, con un percorso complesso, una ventina tra scambi e incroci, un parco ferroviario esposto che conta una cinquantina di locomotive. Il tutto all’insegna del digitale, dell’automazione, della convergenza e anche di una discreta competenza in materia di esercizio e di storia delle ferrovie.
Dal pc all’app sulla rete wireless per governare i modelli
“Si tratta di una passione che anima anche il posto di lavoro”, dice Sandro Frigerio, che in tutti questi anni ha diretto l’azienda ed è l’“anima” di quest’opera hi-tech, che, in linea con lo spirito dell’azienda, non poteva non attingere a piene mani dallo stato dell’arte di tecnologie in continua evoluzione. Il sistema è infatti interamente digitalizzato, ma può essere comandato a scelta con sistemi a relè, con comando digitale, o attraverso programma su computer. L’ultimo passaggio, proprio compiuto quest’anno, è l’uso di un sistema di controllo (la centrale Roco Z21) che consente di interfacciarsi con il router e la rete WiFi aziendali, per un controllo attraverso app scaricabili su tablet e su smartphone. Le interfacce digitali installate su ogni locomotiva permettono di memorizzare e personalizzare i singoli funzionamenti: gradienti di accelerazione, di frenatura, velocità massima, suoni. Quanto basta per attirare l’attenzione anche di visitatori e scoprire come, a maggior ragione nella “rivisitazione” digitale odierna, il modellismo ferroviario sappia ancora raccogliere interessi e ricordi.
“Parliamo tutti i giorni di convergenza, di automazione, di Internet delle Cose. Abbiamo provato a realizzarlo anche in una nostra realizzazione che esprime passione e competenze”, spiega Sandro Frigerio. “Gli ultimi modelli ferroviari entrati nella collezione e pronti a girare sono le locomotive che percorrono il nuovo tunnel di base del Gottardo, un’opera che per il suo grande valore economico e tecnologico è anche la sintesi della migliore tecnologia europea. L’Italia è impegnata in altri importanti progetti ferroviari e siamo convinti che  riuscire a comunicarli meglio può essere una carte decisiva per il loro successo”.
Dal punto di vista tecnico – aspetto non irrilevante per professionisti della comunicazione hi-tech – l’impianto, comprensivo del “materiale rotabile”, di segnali, scambi, blocchi, è gestito automaticamente, grazie al protocollo digitale DCC, in tre modalità diverse a scelta: un sistema di controllo Roco Digital; in ambiente pc Windows con il software Rocomotion; e infine con la centrale di comando Roco Z21 per l’ambiente Android, quindi anche attraverso smartphone e tablet. Tutto il materiale è catalogato in un archivio sviluppato “in casa” e basato sul database relazionale Microsoft Access, che permette di raccogliere informazioni di dettaglio e ordinarle, anche in forma grafica e tabellare, complete di immagini fotografiche, secondo una serie virtualmente illimitata di parametri.

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