Trump, continuano le polemiche per i tweet del presidente Usa

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Per il presidente Donald Trump poteva essere una buona settimana: la Corte Suprema ha riattivato il travel ban, di fatto, e alla Cnn tre giornalisti si sono dimessi per una inchiesta mal fondata su russi e campagna elettorale. Ma a rovinare tutto, ancora una volta l’uso di Twitter, con cui ha pesantemente attaccato il programma della Msnbc “Morning Joe” condotto da Mika Brzezinski e Joe Scarborough. Nel solito tweet di fuoco Trump ha prima attaccato il programma per i bassi ascolti e si è chiesto “come mai Mika, una matta con basso quoziente intellettivo, insieme a quell’altro psicopatico di Joe, vennero da me a Mar-a-Lago per tre sere di seguito intorno a Capodanno, insistendo per unirsi a me? Lei sanguinava tremendamente in seguito a un lifting del viso. Io dissi di no!”.

Le reazioni però, dopo tale uscita, non accennano a diminuire e diventano polemica politica a tutto tondo. Il problema ritorna, quello dell’adeguatezza al ruolo presidenziale: ad attaccarlo il network e i compagni di partito, come il senatore Lindsey Graham che ha twittato: “Signor Presidente, i suoi tweet non sono all’altezza del ruolo e rappresentano quello che non va nella politica americana”.

Molte analisi riflettono che la normalizzazione continua a non esserci: Trump non vuole sottostare al decoro che il ruolo richiede, si chiama fuori da una tradizione lunga oltre 240 anni e il rischio, già concreto, è che ne risenta tutta l’istituzione. Pochi giorni fa, il Pew Research Center dimostrava che l’immagine di Trump all’estero è ai minimi in molti paesi.

Alla Cnn, la Republican Strategist e contributor di molte testate di punta nazionale Ana Navarro ha attaccato i modi infantili di Trump, ricordando che mai Bush od Obama hanno risposto anche alle più pesanti critiche nel modo in cui fa The Donald. Ad altre persone, tirerebbero le scarpe, piuttosto.

La stessa Casa Bianca ormai è un fortino dove la difesa del presidente va avanti a prescindere e viene veicolata dallo staff. Criticatissima,  la risposta di Sarah Huckabee Sanders al briefing con la stampa: per Huckabee, Trump viene attaccato di continuo e risponde per come viene attaccato. Dopotutto, secondo il suo ragionamento, la gente lo ha eletto per quello che si dimostra, quindi va bene così. Una replica che conferma quanto si pensa: ormai il distacco dato dal ruolo non esiste più e Trump si batte alla pari, via Twitter, come un privato cittadino.

Nella polemica finisce, indirettamente, anche Melania, la first lady: mesi fa aveva detto di volersi battere contro il bullismo, ma come essere coerente con la promessa se il marito a colpi di tweet dà il pessimo esempio dalla più potente casa d’America, spesso andando anche su dettagli fisici o personali?

Insomma, quale sarà l’eredità della presidenza Trump di questo passo? Il New Yorker scrive che Trump è riuscito a unificare l’intero spettro politico nella condanna per il sui incredibile attacco sessista a Mika Brzezinski. sarà ricordato come commander in chief o troll in chief?

La Casa Bianca, se lo chiede anche la senatrice repubblicana Lisa Murkowski, cosa sta diventando, una piattaforma per offendere il prossimo?

Anche i richiami a contenersi valgono a poco: anche oggi la polemica con Morning Joe, continua.

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