Spiaggia, mare e disabilità: la battaglia di Antonino Savino si chiama Il Mare Diverso

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spiaggia e disabili

Antonino si definisce “un cagacazzi”, ma è semplicemente una persona tenace, abituata a lottare, che non molla mai. Al telefono parla come una macchinetta e ha una voce simpatica e vivace. Io l’ho ascoltato in silenzio perché la sua storia, di cui sono venuta a conoscenza per caso su Facebook (e poi non dite che Facebook è una inutile perdita di tempo), mi ha colpito in modo particolare. Perché? Perché Antonino fino a pochi anni fa camminava, correva e nuotava. Soprattutto nuotava. Il mare è sempre stato la sua grande passione e per questo motivo vive a Ostia. Poi quattro anni fa un’ischemia del midollo spinale lo paralizza costringendolo su una sedia a rotelle.

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«Prima pesavo 78 kg per 1,87 di altezza, dopo 4 anni di malattia oggi ne peso 50. Non solo ho la paresi agli arti inferiori e un braccio con ridotta mobilità, ma anche gli organi e i tessuti interni vengono colpiti. Ma come dico sempre, poteva andare peggio. E poi al massimo muoio. Questo è il mio vivere oggi, combatto con tutti i miei 50 chili fino alla fine».

 

E lui è un vero gladiatore. La disabilità che lo ha colto all’improvviso certo non ha attenuato la sua passione per il mare. Ma al mare Antonino ci vorrebbe arrivare. Invece l’accessibilità è critica per chi è su una sedia a rotelle, le strutture pubbliche attrezzate inesistenti e le barriere fin troppe.

Così a giugno Antonino ha costituito l’Associazione Onlus “Il Mare Diverso” con l’intento di realizzare uno stabilimento libero e gratuito, attrezzato con tutto il necessario per dare modo anche ai portatori di handicap, e non solo, di godersi il mare. Dove? Ovviamente a Ostia.

«Fino all’anno scorso a Ostia c’erano due-tre spiagge libere con dei chioschi gestiti che consentivano a tutti l’accesso al mare, anche ai disabili e alle mamme con i passeggini grazie a delle passerelle e scivoli. Poi con Mafia Capitale, le indagini e tutto il resto, è stato tutto sequestrato. E si parla di una zona di Ostia dove c’è più di un chilometro di spiaggia totalmente abbandonata».

Antonino ha contattato il Comune, il X Municipio di cui fa parte Ostia, ha scritto mail e parlato al telefono con molte persone, ma fino ad oggi nulla di fatto. E dire che alla sua associazione basterebbe ricevere solo un “sì” perché le pedane le pagherebbe lui con l’aiuto di volontari e di tutte le persone che hanno voglia di contribuire con donazioni di ogni genere e valore.

«Sono entrato in contatto con Paolo Ferrara del Movimento 5 Stelle, che si era anche candidato a Sindaco ed è di Ostia quindi gli sta molto a cuore questa situazione, poi ho parlato con Cinzia Esposito, la Direttrice del X Municipio, che purtroppo però è commissariato (questo è anche il motivo del disastro che c’è oggi) e con tante altre persone, ma nonostante siano molto interessate al mio progetto, non capisco cosa li trattenga nel darmi una risposta».

Il Mare Diverso si occuperebbe di tutto: «Mi stanno facendo perdere parecchio tempo quando ogni giorno che passa per me è un giorno perso. Siamo già in grado di presentare il progetto per sei o sette passerelle e un paio di scivoli che sono davvero molto semplici da realizzare. Ho due-tre ditte pronte a occuparsi della progettazione e della realizzazione, e farebbero tutto gratuitamente».

Alla domanda se ha già iniziato la raccolta fondi e cosa possiamo fare noi per sostenerlo, Antonino ha risposto che per ora non ha iniziato nessuna raccolta fondi perché finché non ha la sicurezza di riuscire a realizzare il suo progetto non vuole chiedere anticipatamente aiuti a nessuno. Ma noi tutti possiamo comunque contribuire a incalzare “chi di dovere” condividendo sulle nostre bacheche la pagina di Mare Diverso e inviando messaggi di sostegno a  ilmarediversonlus@gmail.com.

Perché il desiderio più grande di Antonino è l’indipendenza e l’autonomia, che passa anche dal poter andare sulla spiaggia con i suoi due figli.

Pagina Facebook: ilmarediverso

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