Perché allattare in pubblico è ancora tabù?

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Allattare fuori casa, allattare in pubblico è un diritto di mamme e bambini. Ma soprattutto è un gesto normale, che non ha in sé alcunché di inadeguato o sconveniente. Ancora oggi, però, la normalità di questo gesto non è del tutto riconosciuta, come dimostrano i diversi episodi di mamme allontanate da un locale pubblico o guardate con disapprovazione perché stavano nutrendo al seno il loro bambino. “Non è pensabile chiedere a una donna che allatta, ovvero nutre il suo piccolo, di abbandonare il luogo, seppur pubblico, dove si trova”, dice Teresa Di Florio, sociologa a Salerno. “La poppata risponde a un bisogno del bimbo, un bisogno che va soddisfatto quando si presenta e non è procrastinabile”. Purtroppo, a oggi, nonostante la riscoperta in corso dell’importanza dell’allattamento per la salute fisica ed emotiva dei bambini e delle mamme, quando una donna allatta fuori casa, che si trovi in un negozio, in una piazza o in un bar, non può avere la certezza che questo gesto così naturale venga accolto con un sorriso. O per lo meno ignorato. Per alcune donne questo non è un ostacolo, ma ci sono neomamme che esitano a uscire liberamente per il timore che il piccolo reclami la sua poppata mentre sono fuori casa. E questo non va bene. Per risolvere una volta per tutte il problema c’è chi parla di creare una legge ad hoc, come già accaduto in alcuni Stati americani, in Inghilterra con l’Equality Act, che nel 2010 ha “autorizzato” ufficialmente le poppate in pubblico, e ancor prima in Australia con una legge del 1984.

di Giorgia Cozza

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Poppate all’apertoCome regolarsi

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