Parte oggi l’ipo doBank, che capitalizzerà sino a 802 mln. Il collocamento si chiude il 17 luglio

Senza categoria

Mia Immagine

dobank

dobankPartirà oggi il collocamento delle azioni doBank presso gli investitori istituzionali, che si concluderà il prossimo 17 luglio, con il pagamento delle azioni previsto per il 20 luglio. Lo ha reso noto ieri con due diversi comunicati (scarica qui il primo e  qui il secondo comunicato) il gruppo bancario specializzato nella gestione di Npl, nato dall’ex-Uccmb e controllato indirettamente dai fondi Fortress tramite Avio sarl, dopo il via libera di Consob e Borsa Italiana.
Rispettando le aspettative del mercato (si veda altro articolo di BeBeez), la banca quoterà all’Mta un massimo del 35,63% del capitale, che salirà al  43,38% nel caso di esercizio integrale della greenshoe. Al termine del collocamento, quindi, Avio scenderà dal 97,81% al 58,62% del capitale, oppure, in caso di integrale esercizio della greenshoe al  50,1%.
La banca sbarcherà a Piazza Affari con a un prezzo compreso tra 8,35 e 10,25 euro per azione, pari quindi a una capitalizzazione iniziale compresa tra i 653 e gli 802 milioni di euro (al netto delle azioni proprie), in linea con le attese che davano un equity value della banca superiore ai 700 milioni di euro.
Nell’ambito della quotazione, Citigroup, JPMorgan e Unicredit agiscono in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner e Banca Akros agisce in qualità di co-lead manager. Unicredit agisce anche in qualità di sponsor e Citigroup anche in qualità di Stabilizzatore. Rothschild è advisor finanziario di doBank e di Avio, mentre gli advisor legali incaricati sono Legance e Clifford Chance.
Le banche sono state invece assistite sul piano legale da Linklaters e la società incaricata della revisione legale dei conti è EY.
Nella trimestrale di doBank  si legge che la banca a fine marzo ha registrato 45,17 milioni di euro di ricavi e un ebitda di 9,9 milioni, da 8,3 milioni del primo trimestre 2016 (ma +44,1% a parità di perimetro).
Il 2016 per doBank si era invece chiuso con 206,2 milioni di euro di ricavi, e con un ebitda consolidato di 58 milioni (pro-forma di 61,6 milioni).  Al 31 marzo 2017, il gruppo conta 1.230 dipendenti, di cui 800 asset manager, presenti nelle 21 filiali collocate in tutta Italia e si avvale di una rete di 1.800 professionisti ed avvocati con elevata esperienza.
La società presieduta da Giovanni Castellaneta e guidata dall’amministratore delegato Andrea Mangoni, nel luglio 2016 ha acquisito Italfondiario, il secondo servicer indipendente in Italia. A vendere sono stati gli stessi fondi di Fortress (che controllavano Italfondiario all’88,75% e vi avevano investito inizialmente nell’agosto 2000) e Intesa Sanpaolo, che aveva in portafoglio una quota dell’11,25% del capitale.
L’operazione ha dato vita al più grande gruppo indipendente nazionale dedicato alla gestione e al recupero di non performing loan, dato che doBanke Italfondiario erano, rispettivamente, i numeri uno e due nella classifica per asset in gestione stilata da PwC sui dati a fine giugno 2016. Il gruppo doBank è diventato così il più grande servicer indipendente specializzato nella gestione di crediti non performing, con un portafoglio di crediti affidati in gestione pari a 81 miliardi di euro (in termini di valore lordo) al 31 dicembre 2016.


Mia Immagine

Mia Immagine

testo