I RAGIONAMENTI “INQUIETANTI” DI ROMANO PRODI

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DI MICHELE PIZZOLATO
Prodi oggi: “o la legge elettorale che ci obbliga ad accorpamenti o non c’è mica niente da fare (…) in un Paese frammentato la legge elettorale non è fatta per fotografare un Paese, ma per dare un governo stabile (…) nel lungo periodo il problema italiano è solo la stabilità dell’autorità”.
Ragionamenti inquietanti da destra autoritaria.
Quattro commenti.
1. Con le elezioni si elegge il parlamento sede della democrazia non il governo.
2. La democrazia è rappresentanza degli elettori non stabilità dell’autorità a prescindere: riecheggiano sinistramente nelle parole di Prodi, idee che si sperava fossero solo ricordi di un passato inquietante. Quello delle oligarchie aristocratiche di governo che potevano fare il bello e il cattivo tempo, indipendentemente dal consenso.
3. I governi più stabili dal dopoguerra lo abbiamo avuti con le leggi maggioritarie ed incostituzionali che piacciono tanto a Prodi e Renzi. Sono stati i peggiori governi dal dopoguerra.
4. Che nel paese delle mafie, della corruzione politica, dell’evasione ed elusione colossale, qualcuno possa pensare che il problema italiano e’ la “stabilità dell’autorità” farebbe ridere se non fosse che a sostenerlo è uno che ha avuto posizioni di altissima responsabilità politica in Italia e in Europa. E ci stupiamo che siamo messi così?
A me di dove pianta la sua tenda Prodi non interessa un beato nulla. Distante da me. Punto.

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