Atomizzatori Cima New Plus e Blitz: basso volume, alta qualità

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Gli atomizzatori Cima si contraddistinguono per la manutenzione praticamente inesistente e la semplicità di utilizzo. Nascono nell’Oltrepò pavese questi basso volume capaci di lavorare in tutto il mondo. Ve li raccontiamo ora nei particolari

di Gabriel Valletti

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La tecnica agronomica moderna, per garantire produzioni eccellenti in termini di qualità e volume, presuppone, nella maggior parte delle coltivazioni, l’impiego di trattamenti fitofarmaceutici. Frutteti, uliveti e soprattutto vigneti non sono certo esclusi da questa pratica. Anzi. Dato l’elevato  numero di trattamenti da effettuare per ogni stagione, gli agricoltori necessitano di macchine performanti, di semplice utilizzo e manutenzione, per contrarre quanto più possibile i tempi morti, in particolare nei periodi dove l’intervento deve essere tempestivo. Cima, nasce nel cuore dell’Oltrepò Pavese e dal 1974 costruisce atomizzatori e impolveratori a basso volume con un principio fondamentale: ogni particolare meccanico deve essere prodotto all’interno dello stabilimento a garanzia della totale filiera del Made in Italy. Nell’ultimo decennio questa politica ha pagato anche fuori dai confini nazionali: grazie  all’affidabilità e alla funzionalità delle macchine realizzate a Montù Beccaria, le esportazioni sono arrivate a ben l’85 % del fatturato.

A  come Agricoltura è stata invitata presso l’Azienda Agricola Neri, località Bardano in provincia di Terni

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Qui abbiamo tastato in campo due atomizzatori Cima per trattamenti su impianti con chioma folta

Le macchine di Cima per questa azienda non sono una novità. I proprietari in passato hanno già acquistato due atomizzatori portati in livrea giallo-verde per l’utilizzo in vigneto. Grazie all’ottima qualità e ai quasi nulli costi di manutenzione, la famiglia Neri sta valutando l’acquisto di una terza macchina, questa volta trainata, da impiegare in uliveto. Per l’occasione, in prova con A come Agricoltura, c’erano due delle tre tipologie di atomizzatori a basso volume di Cima, uno portato e uno trainato, ma con in comune lo stesso principio di funzionamento. Tutti gli atomizzatori prodotti dall’azienda pavese rispettano le vigenti normative Ue: sono dotati di tutti i sistemi di sicurezza obbligatori per legge, tra i quali il disinnesto del ventilatore centrifugo ad alta pressione, la ruota libera di sicurezza per l’arresto improvviso, il regolatore di pressione manuale (a richiesta con comando elettrico dalla cabina), il lavamani e anche il lavaimpianto, quest’ultimo una rarità difficile da trovare tra i competitor, in quanto obbligatorio solo su macchine con portate da oltre 400 l. Il più piccolo della famiglia, il New Plus, con un serbatoio da 300 a 600 l, è disponibile con ventole di tre differenti “taglie” in base alla potenza richiesta, (450, 500 o 550 mm), in grado di erogare un flusso da 4.000 a 15.500 m3/h. Ogni macchina è dotata di un sistema antigoccia antigravitazionale montato su ciascun rubinetto. La regolazione dell’inclinazione delle testate è idraulica e  comandata dall’apposito terminale in cabina. Ogni diffusore ha una valvola di chiusura dedicata, in modo tale da scegliere singolarmente quale testata utilizzare e quale spegnere. Sono due le elettrovalvole che gestiscono l’apertura e la chiusura completa delle due testate. Grande attenzione alla qualità di materiali e componenti da parte di Cima. Gli atomizzatori Cima sono infatti equipaggiati con una pompa centrifuga autoprodotta, senza membrane e valvole e in materiale anticorrosivo ed esente da manutenzione. La miscelazione è doppia, sia idraulica sia pneumatica (attraverso l’aria che esce da un condotto posizionato sul fondo del serbatoio). La qualità è curata anche in fase di assemblaggio: tutti i telai degli atomizzatori Cima sono tagliati a laser e verniciati a polvere elettrostaticamente.

cima attrezzature per trattamenti fitosanitari
La possibilità di disattivare, in base alle necessità, tutta una testata oppure. ciascuno dei diffusori tramite una valvola dedicata.
Lavaimpianto posto al di sopra dell’assale per aumentarne la stabilità in manovre con forti pendenze.
Pompa di produzione Cima, costruita senza membrane o valvole, in materiale anticorrosivo.
Elettrovalvole per la chiusura delle testate distributrici.
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Tra i plus riscontrati nella prova in campo c’è sicuramente la manovrabilità, vero cavallo di battaglia degli atomizzatori Cima; i modelli portati sono predisposti per avere una coppia di ruote, mentre sui trainati i mozzi delle ruote permettono di variare la carreggiata e l’altezza da terra. Il timone è regolabile in altezza e lunghezza. Il big di casa Cima è il trainato Blitz, con serbatoi da 1.000, 1.500 o 2.000 l. Il riempimento della cisterna avviene tramite una bocca principale sempre adibita all’ingresso dell’acqua e un bocchettone secondario più piccolo per inserire le polveri da miscelare all’acqua. Per la serie Blitz valgono le stesse caratteristiche del New Plus; la principale differenza è la presenza del lavaimpianto di serie posto sopra all’assale, così da garantire maggiore stabilità e bilanciamento dei pesi. Tra i punti di forza delle macchine Cima, anche secondo il Sig. Neri, c’è sicuramente il mix raggiunto tra la spiccata facilità di utilizzo e la manutenzione ordinaria (ma anche straordinaria) ridotta ai minimi. Il supporto della ventola è a bagno d’olio, in modo da ridurne a zero la manutenzione. La cinghia di trasmissione che aziona la ventola, dotata di tenditore automatico, è mossa da una puleggia che riceve il moto dal cardano ed è garantita per  5.000 h di utilizzo. Note positive sugli atomizztori Cima arrivano dalla produttività e operatività di queste macchine. Abbiamo notato come con il modello Blitz sia possibile lavorare su impianti con un sesto di 7,5×7,5 m, andando a trattare ambo i lati interni con un’ottima e uniforme copertura con trattrice da 90 CV, anche grazie alla ventola da 550 mm. La ventola radiale chiusa in acciaio è in grado di produrre flussi da 12.500 m3/h (velocità aria 150 m/s a 3.500 g/min) fino a 15.500 m3/h (velocità aria 180 m/s a 3.900 g/min).

A sinistra, Carlo Valdata di Cima, a destra il Sig. Neri, responsabile dell’azienda agricola che ci ha ospitato.
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Sono disponibili fino a 40 tipi di testate differenti, in base a coltura, forma di allevamento e sesto di impianto.
La distribuzione del prodotto risulta ottimale e uniforme su tutta la chioma della pianta.

Ottimo secondo noi, il sistema brevettato per garantire la massima precisione rispetto alla quantità di acqua prestabilita, rispettandola al momento della distribuzione

Il flusso di acqua a ogni diffusore è regolato da un corrispettivo disco rotante forato calibrato, che sostituisce le pastiglie. Ogni disco è settato a seconda del valore tabellare ottenuto in seguito a calcoli, per erogazioni da 100 a 5.000 l/h. Il valore che definisce nella tabella il foro da utilizzare è calcolato in base alla dose per ettaro moltiplicata per la quantità di ettari lavorati in un’ora (trovati moltiplicando larghezza filare per velocità e dividendo per 10). Ogni testata di distribuzione ha una propria tabella di riferimento, nella quale si rintraccia il valore ottenuto che permette di individuare pressione e grandezza del foro su scala da 1 a 15, per una distribuzione che rispecchi la dose stabilita mantenendo una velocità costante. In  definitiva le macchine, al lavoro su uliveto con sesto d’impianto 9×9 m, si sono comportate molto bene. Con Blitz è stato possibile andare a trattare su ambo i lati senza il minimo problema, la distribuzione del prodotto è stata uniforme su tutta la chioma. Sebbene si tratti di un attrezzo carrellato le manovre di fine campo non hanno dato alcun tipo di problema al trattorista, che è sempre riuscito a girare in una sola manovra anche in spazi ristretti. Per quanto riguarda New Plus, che ha lavorato nello stesso uliveto, siamo rimasti piacevolmente colpiti dal ritmo lavorativo. Inizialmente non ci aspettavamo che potesse lavorare anch’essa su ambo i lati, esattamente come il Blitz. Ci siamo dovuti ricredere. La copertura è stata di poco inferiore rispetto alla versione trainata; unica differenza la velocità di avanzamento: seppur nella portata è stata leggermente inferiore, ha pienamente recuperato terreno in manovra a fine filare rispetto a Blitz. Infine la dotazione accessori in optional: è possibile personalizzare gli atomizzatori Cima in maniera quasi “sartoriale”; si possono ad esempio scegliere fino a 40 diverse tipologie di testata.

Cima Blitz recensione

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