Air New Zealand e l’uso inquietante degli Hololens a bordo

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Quello della realtà aumentata è uno dei settori più in crescita e ricco di sorprese per il prossimo futuro. E, a quanto pare, questa tecnologia potrebbe modificare anche il nostro modo di viaggiare. Air New Zealand infatti, sta pensando di munire tutti gli assistenti di volo di visori per la realtà aumentata, per migliorare il suo servizio clienti in volo.

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In collaborazione con Dimension Data, sta sviluppando infatti un software personalizzato per Hololens di Microsoft che permetterà a hostess e steward di innovare le procedure di sicurezza, snellire le fasi di imbarco e, ovviamente, aumentare il comfort a bordo.

A che prezzo, però? Emergono ancora pochissimi dettagli sulle procedure messe in atto dalla compagnia. Esiste però un video che illustra come dovrebbe funzionare, secondo Air New Zealand, l’intero sistema. Ed è abbastanza inquietante.

Hololens a bordo di Air New Zealand

Questa tecnologia potrebbe permetterci di anticipare le esigenze dei nostri clienti

Lo sostiene Leeanne Langridge, direttore generale dell’equipaggio di cabina: “Potremo così adattare il nostro servizio per dare loro esattamente quello di cui hanno bisogno”. Sorvolando sul fatto che ai passeggeri però sembrerà di parlare con una specie di Robocop.

Volo Air New ZealandCome possiamo vedere infatti, gli assistenti di volo sarebbero in grado di identificare i passeggeri attraverso il riconoscimento facciale e avrebbero a disposizioni diverse informazioni sui passeggeri stessi e sul viaggio. Lo steward protagonista del video, ad esempio, è in grado di richiamare i dati sulla destinazione del passeggero con cui sta interagendo, il dettaglio delle sue allergie e anche quanto tempo è passato dall’ultima bevanda o spuntino ricevuti in volo.

Il progetto è attualmente in fase di test. Vedremo se, come sostiene Jonathan Glenister, responsabile delle soluzioni strategiche di Dimension Data, sarà in grado di “trasformare la nostra esperienza di viaggio”. E magari di aumentare il livello di sicurezza negli aeroporti. A questo proposito, la compagnia ha precisato che il riconoscimento facciale dovrebbe scansionare solo un ristretto numero di persone preventivamente registrate attraverso le carte di imbarco e non un intero database di potenziali clienti. E così anche la privacy sarà salva.

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