Addio Equitalia, in caso di multe pignoramento conti più facile

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A partire da domani, la società Equitalia non esisterà più. Prenderà il suo posto, l’Agenzia delle entrate-riscossione, che – ed è questa la differenza fondamentale – non è una Spa come era Equitalia, ma un ente pubblico economico.

Il nuovo ente, avendo la possibilità di accedere a diverse banche dati, tra cui quella dell’Anagrafe tributaria, potrà procedere al pignoramento dei conti correnti in modo diretto e senza richiedere l’ autorizzazione del giudice. Lo stabilisce il decreto legge 193 del 22 ottobre 2016 (successivamente convertito nella legge 225/2016), che consente al fisco di bloccare direttamente le somme in presenza di debiti o cartelle esattoriali.

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La notizia, già diffusa settimane fa, ha spinto Altroconsumo a fare chiarezza per evitare facili allarmismi. In un post pubblicato sul suo sito, l’associazione dei consumatori spiega:

“Prima di arrivare al pignoramento del conto corrente o a qualsiasi atto di riscossione coattiva, infatti, il contribuente che ha ricevuto una cartella esattoriale ha 60 giorni di tempo per pagarla, contestarla o chiedere di poterla rateizzare. Un altro aspetto da considerare è che per debiti fino a 1.000 euro Agenzia delle entrate-Riscossione (ma anche Equitalia) aspetta altri 120 giorni e invia un ulteriore avviso, prima di intraprendere un’azione di riscossione. La procedura sarà sì più veloce, è vero, ma almeno non comporterà il blocco alla cieca di tutti i conti correnti, come avveniva con Equitalia e che comportava, soprattutto per le aziende, l’impossibilità di lavorare e pagare stipendi e fornitori. Dal canto nostro, dal 1° luglio continueremo a tenere alta la soglia di attenzione, perché tutto avvenga regolarmente e in maniera trasparente”.

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