Star bene e invecchiare poco: «ikigai», «la ragione per cui ti alzi ogni mattina»

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Motivazione, combinazione di ragioni, dare un senso ad ogni giornata, rendersi artefici del proprio destino. Sono soltanto alcuni dei consigli che l’esperto Filippo Ongaro, direttore dell’Istituto di medicina rigenerativa e anti-aging Ismerian e a lungo medico degli astronauti all’Agenzia spaziale europea, ha voluto racchiudere nel suo nuovo libro dal titolo «Vivere a pieno» in cui fornisce strumenti, riflessioni ed esercizi quotidiani per potenziare la salute e fare raggiungere un grado più elevato di soddisfazione personale, benessere e prestazione psico-fisica.

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Vivere al meglio dipende spesso dalle nostre scelte, dalle decisioni che prendiamo e dal tipo di vita che conduciamo. Il volume di fresca pubblicazione nasce proprio con l’intento di fornire una serie di strumenti pratici e operativi per aiutare il lettore a scegliere per quanto possibile le direzioni che sosterranno un suo maggiore benessere sia dal punto di vista psicologico che da quello strettamente fisico.

Uno sguardo alle prime 5 indicazioni:

1) Trova la motivazione  

La motivazione potrebbe essere definita come quella forza che ci rende capaci di tollerare lo sforzo necessario per raggiungere qualcosa a cui teniamo particolarmente. All’inizio, per trovare il livello di forza giusta per partire, sarà necessario ricorrere a quattro strategie: a) fare un passo alla volta; b) stabilire abitudini e rituali; c) creare alleanze; d) sfruttare associazioni con abitudini esistenti. Un esercizio utile a prendere nota di almeno tre situazioni in cui nel corso della vita abbiamo tirato fuori una motivazione invincibile e riflettere sul come ci siamo riusciti.

2) Scoprire il proprio «ikigai»  

Nella cultura giapponese esiste un termine, «ikigai», che può essere tradotto come «la ragione per cui ti alzi ogni mattina». L’ikigai si crea all’intersezione tra quattro aspetti fondamentali della vita: a) ciò che ami; b) ciò che gli altri amano di te; c) ciò che sai fare; d) ciò che serve al mondo e tu puoi fornire. Quando si crea un equilibrio tra questi quattro ambiti della vita ci sentiamo soddisfatti e appagati.

3) Ogni singola giornata è una vita in miniatura

Quante volte ci diamo degli obiettivi ma poi abbandoniamo il percorso a metà? Circa l’80% degli individui non si prefigge nulla. Il tempo e la vita sembrano scorrere davanti a molti senza che nemmeno si provi ad esercitare qualche forma di creatività e controllo. Invece occorre ripetere, ripetere e ripetere ancora: il talento ha importanza, ma quello che fa la differenza è la capacità di impegnarsi e riuscire a ripetere ancora una volta quando tutti gli altri mollano.

Il risultato finale dipende dalla quantità d’impegno che è stato profuso. In quest’ottica, con queste basi, potremo imparare a gestire almeno tre cose: l’alimentazione, l’allenamento fisico e quello mentale (utilizzando anche una serie di tecniche di rilassamento).

Bisogna darsi ogni giorno degli obiettivi: una delle abilità che accomuna le persone di successo è quella di dividere grandi traguardi in tanti piccoli obiettivi quotidiani.

4) Il destino nelle nostre mani: alimentazione e attività fisica  

In una vita media di circa 80 anni una persona finisce con il mangiare qualcosa come 30/40 tonnellate di cibo. Se questi alimenti sono stati inadatti sarà un po’ come avere fatto un pieno alla propria macchina con un carburante sbagliato e il motore sarà danneggiato.

È dunque importante scegliere alimenti sani: evitare quelli industriali e raffinati, preferendo i naturali e biologici. Mettere la verdura alla base dei pasti in modo da ridurre l’assunzione di alimenti più ricchi in calorie.

Usare i macronutrienti in modo intelligente: vanno bene i carboidrati da verdura, frutta e cereali integrali. Sono da evitare invece cereali raffinati e zuccheri. Per le proteine privilegiare quelle di pesce, uova, carni magre, legumi invece di carni grasse, insaccati, latte e formaggi in grandi dosi.

I grassi sani sono quelli monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva, l’avocado, i polinsaturi, in particolare omega 3 dal pesce azzurro e da fonti come semi e frutta a guscio e piccole dosi di grassi saturi come il cocco.

Usare metodi di cottura poco aggressivi, evitando fritture e condimenti eccessivi. Tenere bassa l’insulina perchè è un ormone a doppio taglio. Se aumenta leggermente dopo l’attività fisica aiuta il recupero. Se invece rimane alta in generale causa accumulo di tessuto adiposo e aumento del rischio di malattie cardiometaboliche.

Ridurre l’apporto di glutine: Per questo motivo, in un’ottica potenziativa, è prudente usare altri cereali o altre fonti di carboidrati. Cibi ipernutrienti ma non ipercalorici.

5) Ginnastica: tonicità, agilità e flessibilità  

Attività e allenamento non sono sinonimi. Se per avere un minimo di effetto preventivo per la maggior parte delle malattie è sufficiente evitare la sedentarietà e muoversi, per ottenere il massimo dal proprio potenziale occorre seguire una serie di regole.

Ci sono almeno tre aree che vanno curate in un piano completo di allenamento fisico. a) mantenimento della massa e forza muscolare. Con il passare degli anni tendiamo a perdere una parte sostanziale della nostra muscolatura e questo a sua volta causa una serie di ripercussioni a livello metabolico e endocrino. Per certi aspetti si potrebbe addirittura dire che la perdita di massa muscolare (in termini medici sarcopenia) è uno dei fattori che innesca il processo di invecchiamento.

Per mantenere una muscolatura tonica e forte è necessario allenare i muscoli in modo specifico con sovraccarichi adeguati. Occorre anche mantenere la capacità cardio-polmonare e la resistenza attraverso corsa, nuoto, bicicletta, camminate veloci. Queste attività garantiscono una salute ottimale di cuore, polmoni e arterie.

Tradizionalmente questi sport vengono visti come di lunga durata e continuativi (senza pause) ma in tempi più recenti sono diventati popolari vari protocolli ad alta intensità che permettono di ottenere ottimi risultati con allenamenti relativamente brevi.

Anche la flessibilità, la mobilità articolare e l’agilità sono fondamentali. Stretching, Pilates, Pancafit e Tacfit sono esempi di allenamenti che lavorano in particolare su questi aspetti. Il Tacfit, nato per ottimizzare la forma fisica dei militari d’elite, è un allenamento capace di stimolare il corpo a 360 gradi senza l’uso di particolari attrezzi ed enfatizzando proprio gli aspetti della mobilità e dell’agilità.

Fonte: La Stampa

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