Resto al Sud: 1,25 miliardi per i giovani che scelgono il Mezzogiorno

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Mezzogiorno in crisi e sempre più povero? Il governo inizia a rispondere con Resto al Sud. E guarda ai giovani che decidono di provare a costruire il loro futuro nella parte meridionale del nostro Paese. Con una dote di tutto rispetto: 1,25 miliardi di euro.
Ma andiamo con ordine e vediamo di che cosa si tratta.

Under 35 finanziati fino a 40mila euro

Resto al Sud è un provvedimento varato dal decreto legge n.91/2017. S’intitola “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno” ed è entrato in vigore il 21 giugno. L’obiettivo  è incentivare i giovani tra i 18 e i 35 anni all’avvio di attività imprenditoriali. Le regioni coinvolte sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’incentivo prevede un finanziamento fino ad un massimo di 40mila euro per ciascun richiedente con una quota a fondo perduto del 35%. Mentre il restante 65% sarà reso disponibile attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anniLa misura sarà gestita per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’Economia. E dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e coesione (programmazione 2014-2020).

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Per le società tetto a 200mila euro

Il provvedimento non punta solo sui neo imprenditori che decidono di lavorare a casa e di non andare all’estero o al Nord. È rivolto anche ai giovani di altre regioni. Basterà che trasferiscano la residenza nel Mezzogiorno entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria che dà il via libera al progetto. In più, la domanda può essere presentata da più soggetti che siano già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, incluse le cooperative. In questo caso l’importo massimo del finanziamento erogabile è sempre di 40mila euro per ciascun socio. Ma con un tetto massimo ammissibile di 200mila euro per ogni singolo progetto. 

Artigianato, industria e servizi: ok in 60 giorni

Le nuove imprese, spiega il decreto, potranno operare solo nella produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, o in quelli relativi alla fornitura di servizi. Sono invece escluse dal finanziamento le attività libero professionali e del commercio. Ma con un’eccezione: la vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa. Per chiudere il cerchio su Resto al Sud però manca ancora un tassello. Si tratta del decreto attuativo a firma del ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. È previsto entro 30 giorni dalla legge di conversione del provvedimento governativo. Dopo il via libera, sarà possibile presentare le domande di accesso ai finanziamenti, fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Si potrà fare direttamente sul sito di Invitalia, che provvederà alla relativa istruttoria e valuterà il progetto entro 60 giorni.  

 

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