Chi ha ucciso Cecily Burns – Chapter 9: Aaron Mithcell

Senza categoria

Mia Immagine

I legali di Charlton Amlie avevano fatto immediatamente crollare il castello probatorio montato dalla polizia di Cupcake. Non ci volle molto per convincere il giudice a scagionare l’accusato, dato che le uniche prove in mano erano legate alle foto ritrovate nell’appartamento di Amlie e al biglietto di viaggio in terra iberica che riportava la stessa data della morte di Cecily Burns. Si aggiunga anche la furbata dei piedipiatti di Cupcake, che riuscirono ad ottenere un arresto senza verificare la corrispondenza della calligrafia di Amlie all’interno dei biglietti. Bastò sostanzialmente riferire al giudice di quelle prove e del fatto che la diversità di scrittura fosse dovuta alla particolare caratteristica del sospettato: quella di essere ambidestro. Insomma, si trattò di un arresto basato più su ipotesi (o nel peggior dei casi illazioni) che su fatti concretamente accertati e realmente accaduti.

 

Mia Immagine

Mancavano di fatto: un movente limpido, l’arma del delitto e l’autopsia del corpo della Burns, assente a causa di una (ex) dittatura talmente severa e bizzarra da riportare i confini dell’accaduto di quella notte dalla Spagna all’Inghilterra. Agli spagnoli non fu di fatto consentita alcuna indagine, e non ci volle molto per giungere ad una dichiarazione di morte presunta constatata successivamente dal ritrovamento del corpo da parte degli uomini di Grammy Richards. E’ ciò che a volte definiscono “competenza territoriale investigativa”.

 

Troppi aspetti continuavano a collidere anche con la sola tesi dell’assassinio, senza considerare le risicate informazioni successive all’incidente tra Madrid e Santiago, di cui Aaron continuava sfortunatamente a non ricordare. Ed ebbi ormai a pensare che quella fosse la nostra ultima speranza: recuperare mentalmente i ricordi di quella sera, estrapolandoli allo stesso Aaron per risolvere il caso con equità. Del resto è questo il compito della nostra giustizia britannica. O almeno così dovrebbe insomma, qualcosa di simile.

 

Le indagini proseguirono piuttosto a rilento. La notizia della necessità di ritrovare un colpevole, o meglio il vero colpevole, gettò nello sconforto Wellington Street. Ora bisognava ricominciare tutto da zero:

 

  • Signor Mithcell, grazie per essere qui.
  • Cosa succede dottor Richards?
  • Purtroppo Charlton Amlie non risulta essere il colpevole. Le prove non si sono rivelate sufficienti.
  • Sta scherzando?
  • Purtroppo no
  • Cosa farete adesso?
  • O meglio, cosa non faremo. Il caso rischia di essere archiviato senza nuovo materiale probatorio. E’ un vicolo cieco signor Mithcell
  • Quindi non sarà fatta giustizia
  • O forse è stato effettivamente un incidente
  • E perché allora quel messaggio di cui mi avete detto prima di farmi venire qui?
  • Si riferisce a quello ricevuto dal signor Lloyd?
  • Stessa scrittura e stessa firma. Ma Charlton Amlie era in carcere quando il messaggio è giunto a destinazione
  • Controllate la calligrafia allora.
  • Lo avevamo già fatto. Non corrispondeva a quella dei messaggi anonimi. Abbiamo barato con quella storia dell’ambidestro, lei questo lo sa. Le prove che avevamo però ci sembravano congrue alla detenzione di Amlie

 

 

Fummo io e Sharedown ad accompagnare Aaron a Wellington Street. La notizia della non colpevolezza di Charlton Amlie fu il preludio all’atteggiamento ormai rassegnato e disilluso di Aaron, nuovamente richiamato all’infelicità del passato e ai dolori del presente. Non c’era evidentemente nulla da fare. C’era qualcosa di maledetto forse nella sua persona, o in quella di Cecily, o nella indecifrabile Cupcake Town.

 

Nonostante l’oggettivo dispiacere per la vicenda che continuava a coinvolgerlo, vidi di nascosto Charlton Amlie, senza comunicarlo ad Aaron Mithcell. Non me la sentivo di infliggere un ulteriore dolore ed ignorai anche la sola possibilità di proferirne parola. Mi diressi a Whaligia in tram, anche per non destare problematici sospetti. Ero intenzionato a chiudere i conti con la verità.

La frase che più mi aveva colpito di Charlton Amlie, più che altro perché pronunciata in maniera sostenuta, era la seguente: «Come puoi rendere criminale un uomo sprovvisto di fedina penale?» Non potevo che condividere tale affermazione, ragion per cui restai molto dispiaciuto del breve ma non piacevole calvario trascorso dal signor Amlie. I suoi consigli furono peraltro piuttosto preziosi. Doveva detenere una saggezza invidiabile quell’uomo, dotato forse di un fiuto investigativo che non avevamo avuto, sottovalutando una soluzione che avevamo tra le mani.

 

Amlie ebbe ragione: bisognava guardare il significato dei vari biglietti ricevuti, facendo particolare riferimento a quello che ci sembrò essere il messaggio finale dell’inarrivabile killer. Nonostante la stanchezza causata dalla giornata forse più intensa della mia vita, riuscii a comprendere che se la risposta doveva essere nelle lettere avevamo sbagliato dal principio. Analizzai con estrema attenzione l’ultimo messaggio:

 

  • Charlton Amlie is nobody. The Answer is in the letters

 

Un sussulto coinvolse ogni parte del mio corpo, raggrinzito da una scoperta macabra e che cominciò a causarmi del tremore piuttosto sostenuto ai miei arti inferiori. La risposta era nelle lettere del nome di Charlton Amlie. Il suo anagramma era Aaron Mithcell. Capii, mai come allora, che questo mondo non è affatto povero di risposte ma che esse risultano poi essere costantemente annullate da domande futili ma al tempo stesso cruciali, poiché capaci di aiutare ad ignorare verità che mai avremmo voluto scoprire. Non vi era alcuna congiura o complotto all’orizzonte di una Cupcake Town piovosa e così assente, assorta nei ricordi di tempi ormai non più raggiungibili. La pioggia continuò ininterrottamente a rimbalzare attorno alle finestre dei suoi abitanti, con la consapevolezza che ognuno di loro avrebbe ormai perduto qualcosa per sempre.

 

C   H   A   R  L  T  O  N   A  M  L   I  E

IS

A   A   R  O  N  M  I   T   H  C   E   L  L

 

A.M

 

The post Chi ha ucciso Cecily Burns – Chapter 9: Aaron Mithcell appeared first on Cronache dei figli cambiati.

Mia Immagine

testo