Tsoy, il re immortale della musica sovietica

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Il 21 giugno uno dei cantanti rock che ha segnato la storia della musica russa avrebbe compiuto 55 anni. E oggi Viktor Tsoy, leader della celebre band “Kino”, è un artista diventato immortale. Vediamo perché.

Nessuno componeva canzoni come sapeva fare lui

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Tsoy è senza ombra di dubbio la più grande star della cultura di massa dei giovani dell’epoca della perestrojka. Erano gli anni Ottanta. E in Unione Sovietica la musica rock era da poco stata “riabilitata”. I giornali di quel tempo iniziarono a dare spazio ai concerti e agli eventi musicali in programma. Viktor Tsoy e la sua band “Kino” erano tra gli artisti più conosciuti tra i giovani.

Le canzoni dei “Kino” rispecchiavano lo spirito dei ragazzi di quegli anni. Parlavano una lingua totalmente diversa, a loro vicina, ma non per questo meno profonda e poetica. “Viktor Tsoy è un genio della semplicità, della chiarezza e della sincerità – aveva detto Boris Grebenshchikov, leader della band “Aquarium” -. Nessuno in tutta la Russia è in grado di comporre come fa lui. Un giorno, quando eravamo ancora molto giovani, gli avevo detto che la sua band sarebbe diventata la più grande di tutto il Paese. Lui pensava che io stessi scherzando”.

Viktor Tsoy, 1986. Fonte: MAMM

L’epoca del cambiamento

Anche se le sue canzoni evocavano le emozioni e le sofferenze dell’individuo, Tsoy è riuscito a creare una hit che ha segnato la storia della musica: “Peremen” (cambiamento). Una canzone interpretata da alcuni come un appello politico alle riforme radicali dello stile di vita sovietico. Presentata nel 1986, la canzone ha raggiunto il successo grazie al leggendario film “Assa” realizzato da Sergej Solovev nel 1987. La canzone è stata in breve tempo ribattezzata come l’inno della perestrojka. 

Il leader sovietico Mikhail Gorbachev aveva più volte citato questa canzone di Tsoy come l’ardente aspirazione della popolazione al cambiamento. 

Biografia

La popolarità di Tsoy è in buona parte dovuta alla sua biografia. Nato in una famiglia modesta, figlio di un ingegnere sovietico, ha lavorato nei primi anni Ottanta come operaio nella sua città natale, Leningrado (oggi San Pietroburgo). Il luogo dove lui lavorava è stato soprannominato Kamchatka ed è diventato col tempo un posto leggendario. Uno dei film documentari a lui dedicato ritrae Tsoy che, durante il duro lavoro da operaio, dice: “Io mi sento semplicemente libero. Totalmente libero”.

I Kino al cinema

Il cinema ha largamente contribuito alla popolarità del gruppo “Kino”. Tsoy ha infatti recitato in varie pellicole, tra cui “Igla” (Aquila), del 1988. In questo film si possono ascoltare alcune delle canzoni più famose, come “Gruppa krovi” e “Zvezda po imeni Solntse”.

Un artista immortale

Tsoy è morto in un incidente stradale nel 1990, a qualche decina di chilometri da Riga: la sua auto è uscita di strada e gli esperti attribuiscono le cause dell’incidente alla stanchezza e a un probabile colpo di sonno. Viktor Tsoy aveva solo 28 anni. Una morte tragica e prematura che ha inserito Tsoy nel firmamento degli artisti immortali.

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