Labozeta. 4 stagioni, musica per la cultura della scienza

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Labozeta.  4 stagioni, musica per la cultura della scienza

ROMA – “Una musica da favola, in un luogo unico al Mondo”. Così l’hanno definito i partecipanti al concerto di Labozeta di “musica per la cultura della scienza” che si è svolto il 21 giugno nella Chiesa di San Lorenzo in Miranda, nel cuore della Roma Imperiale.  

Forse non sono pochi quelli che, tra gli stessi abitanti dell’urbe, ignorano l’esistenza di questo luogo  edificato all’interno delle colonne del Tempio di Antonino e Faustina e donato al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico Universitas Aromatariorum Urbis nel 1429 da Papa Martino V.  Non a caso la Labozeta, azienda specializzata nella sicurezza dei laboratori, l’ha scelto per ospitare “4 stagioni” – nelle parole di Giuseppe Perroni, Presidente del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico – “un concerto che attraverso la musica rende omaggio alla cultura e alla scienza”. Momento di raccoglimento denso di significati, in un paese dove cultura e ricerca non hanno, purtroppo, l’attenzione che meritano.

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Una chiesa affollata di esponenti della comunità scientifica e imprenditoriale hanno applaudito con vigore l’orchestra della Cappella Musicale Costantina che ha eseguito le melodie più belle – alcune molto note come l’Adagio in Sol minore di Albinoni – del repertorio barocco. Il direttore, Paolo De Matthaeis, ha introdotto i presenti all’ascolto dei brani illustrandone genesi e contenuti. La platea è passata estatica, per citare solo alcune esecuzioni, dall’ascolto del concerto in Re maggiore per flauto traverso, noto come il Gardellino, di Antonio Vivaldi con la solista Cecilia Sanchini, a quello per organo e archi in do maggiore di Mozart, alla bellissima Ave Maria di Caccini/Vavilov; a estratti dello Stabat Mater in fa minore di Pergolesi, nel quale si sono distinte le voci perfette di Giulia Patruno e Yuri Yoshikawa. 

“Una serata simbolicamente sacrale”, ha commentato Giancarlo De Matthaeis, presidente di Labozeta simbolicamente sacrale, “giacché arte e scienza sono le più chiare espressioni della creatività umana e l’amalgama tra loro s’inserisce in quell’innesto misterioso e prolifico che rende possibile il progredire della vita”.

 

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