SOS caldo: aria condizionata sì o no?

Senza categoria

Mia Immagine

I pediatri non hanno (più) dubbi: aria condizionata sì. Perché caldo e afa li patiamo tutti, bambini inclusi. Anzi, sono proprio i più piccoli a soffrirne maggiormente considerato che il loro meccanismo di termoregolazione corporea è ancora immaturo: si raffreddano, cioè, con lentezza e per questo sono più soggetti a colpi di calore, disidratazione, debolezza a volte accompagnata da febbre e vomito. Quando fa molto, molto caldo, dunque, l’aria condizionata è un vero e proprio toccasana. Da utilizzare, però, con prudenza e moderazione.

In casa

Chi ha la fortuna di avere un condizionatore in casa, deve regolare il termostato in base alla temperatura esterna per evitare che si crei una eccessiva differenza tra ambiente interno ed esterno. Anche se fuori le temperature sono da deserto africano, in casa sono sufficienti 4° o 5°C in meno per ottenere una piacevole frescura. E non rischiare di ibernare il bebè. È infatti questo il timore più grande delle mamme che, in genere, tendono a lasciare tutto spento. Per la serie: “Avrà caldo, ma almeno così non s’ammala”. Attenzione: i moderni condizionatori hanno l’opzione deumidificazione. Sono programmati, cioè, per ridurre anche solo la quantità di vapore acqueo – il maggior fastidio legato al caldo – dall’aria che diventa, così, più fresca e respirabile. Il deumidificatore è consigliato di notte. Quando, cioè, fuori fa un po’ meno caldo e la temperatura corporea del bambino, causa il sonno, si abbassa fisiologicamente. Un consiglio in più per la gestione dei condizionatori: il bocchettone di fuoriuscita dell’aria è dotato di alette direzionabili. L’aria può, quindi, essere indirizzata dove meglio crediamo: ovviamente non sul bambino…

Mia Immagine

In auto

Se lasciata a lungo sotto il sole, d’estate l’auto può diventare una sorta di “forno mobile”, con temperature interne ben superiori a quelle esterne. Prima di salire, è buona cosa rinfrescare l’abitacolo per qualche minuto e fissare la temperatura, anche in questo caso, 4°-5°C al di sotto di quella esterna. Non di più o si rischia di esporre il bambino a sbalzi eccessivi. Con conseguenti raffreddamenti. L’automatismo non è ancora stato acquisito e in auto saliamo senza averla preventivamente rinfrescata? Pazienza. Quel che conta è non cedere alla tentazione di “sparare a palla” l’aria condizionata, con le bocchette rivolte al viso per assicurarsi un refrigerio immediato. La via giusta resta quella della gradualità: un getto leggero, fresco, diffuso e mai diretto. Ci vorrà un po’ più di tempo, ma anche il benessere del baby passeggero sarà a lunga durata.

Nei luoghi pubblici

Quando si parla di aria condizionata, la vera scommessa è quella dei luoghi pubblici: centri commerciali, ristoranti, mezzi di trasporto… Perché qui la regolazione della temperatura non dipende da noi. E ci si deve adattare. Se in alcuni locali lo sbalzo termico da fuori a dentro è tutto sommato piacevole, in altri dà la sensazione di un repentino cambio di stagione. Utile, perciò, attrezzarsi con un golf da mettere indosso al bambino fin tanto che si non si sarà abituato al nuovo clima.

 

Chiara Amati

Mia Immagine