Non è più sufficiente dire filtro: regole chiave per un’estate sicura

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Non basta dire crema solare. Quando una mamma deve scegliere il prodotto adatto per proteggere la pelle delicata del suo bambino servono indicazioni più chiare. Che spesso non sono facili da trovare, anche perché sugli scaffali di farmacie e supermercati ormai si può trovare di tutto. Creme con schermo totale, con fattore pari a 50, con filtri che non fanno da schermo se non in percentuale minima.

Diversi tipi di pelle, diverse necessità
Eppure il sole, che è un elemento prezioso per i bambini perché con la vitamina D li aiuta a crescere e perché influenza anche il loro sviluppo psichico, se preso senza regole e cautele può diventare un pericolo. Il problema sono soprattutto le scottature perché prese in età infantile possono essere un elemento scatenante di tumori della pelle come i melanomi in età adulta. Quindi quando si decide di esporsi al sole con un bambino occorre considerare quanti anni ha, se è inverno o estate, se siamo ai Tropici o a Milano. E scegliere una crema solare tenendo conto di tutti questi aspetti.  “I bambini al di sotto di un anno e quelli più grandi, che hanno però un fototipo 1 o 2, cioè capelli rossi o biondi, occhi chiari e pelle chiara, dovrebbero evitare l’esposizione diretta al sole e andare all’aperto solo seguendo qualche precauzione – spiega Davide Altamura, dermatologo dell’Italian Medical Centre di Londra. Per loro è fondamentale spalmarsi una crema ad alta protezione, come ad esempio una SPF 50 e più, stare sotto un ombrellone o proteggersi con delle magliette speciali, che hanno un fattore di constrato ai raggi UVA e UVB. Per quanto riguarda i bambini più grandi e quelli con il fototipo 3 e 4, quindi che hanno pelle più scura e olivastra o capelli scuri, bastano invece una protezione inferiore e qualche cautela in meno”. In generale, poi, all’inizio occorre partire con una protezione elevata, che può essere ridotta con il passare del tempo e l’aumentare dell’abbronzatura.

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Il soleVa preso a piccole dosi!

Non basta solo dire filtro
Ma cosa significa esattamente filtro solare? I genitori se lo chiedono spesso. La pelle può essere protetta in tanti modi. Esistono ad esempio i filtri fisici, che creano sulla pelle una specie di barriera che letteralmente impedisce ai raggi solari di filtrare e quelli chimici, che tengono lontani i raggi, ma essendo appunto chimici potrebbero avere la controindicazione di un assorbimento di sostanze estranee da parte della pelle. Poi esistono i filtri minerali, che sono un tipo di filtri fisici di origine minerale che non vengono assorbiti.

Anche in termini di gradazioni, si possono trovare diverse scale, spesso diverse da paese a paese, ma in generale in Europa un filtro elevato è quello SPF 50, cioè Sun Protection Factor 50. L’ultimo consiglio dell’esperto riguarda i bambini con pelle atopica, quindi inclini a sviluppare allergie, eczemi o herpes. “Le sostanze chimiche utilizzate per certe creme protettive potrebbero suscitare delle reazioni soprattutto ai bambini piccoli che hanno già manifestato problemi di dermatite – spiega il dottor Altamura. In questo caso conviene scegliere prodotti che garantiscono una grande attenzione alla pelle e soprattutto riconosciuti come adeguati per chi vive una situazione particolarmente delicata. L’ideale, poi, è applicare la nuova crema in una piccola zona, come intorno al gomito o sul braccio e verificare che non dia reazioni allergiche o arrossamenti, prima di decidere di utilizzarla e spalmarla copiosamente”.

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In un programma di salvaguardia della salute e del benessere dei bambini può diventare utile affidarsi ad Arnidol® Sun Stick SPF50+, che combina Arnica Montana e burro di Karitè. Un prodotto dermatologicamente testato per uso pediatrico a partire dai 3 mesi, frutto di anni di ricerca da parte di un’azienda che punta tutto su Natura e sicurezza, che utilizza filtri minerali, in modo da proteggere la pelle senza determinare alcun assorbimento di sostanze da parte del bambino.

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