L’acqua non basta per l’igiene del bambino

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Nelle scorse settimane i giornali hanno parlato spesso di una nuova tendenza, che si sta diffondendo in tutto il mondo, anche per via dell’adesione di alcuni vip. Si tratta del movimento unwashed, secondo il quale bisogna lavarsi meno e ridurre docce e bagni, per tutelare l’ambiente e risparmiare acqua. In America, così come in Italia professano questo credo molte celebrities ed esponenti del mondo della cultura. L’idea è di evitare saponi e detergenti che inquinerebbero, ma anche di ridurre lo spreco di acqua. Un programma abbastanza arduo, che si rischia di scontrarsi con le necessità delle convivenza civile.

I falsi miti legati all’acqua
L’idea di ridurre il consumo di acqua e di detergenti, peraltro, ritorna ciclicamente, ma è contrassegnata da errori e falsi miti. Come ad esempio quello secondo il quale l’acqua sarebbe meglio di qualunque detergente per eliminare macchie e sporco. Una convinzione smentita dalla ricerca scientifica, soprattutto quando si tratta dei bambini o della loro biancheria. L’acqua è preziosa e va preservata, ma da sola poco può contro lo sporco persistente. La scienza ci dice che l’acqua può essere infatti considerata un debole irritante per la pelle (*Tsai T, Maibach H,. Contact Dermatitis. 1999; 41: 311 – 314). Spesso infatti l’acqua può essere particolarmente dura e questo rischia di determinare l’insorgenza della dermatite atopica, tanto diffusa tra i piccoli. Bagnoschiuma e prodotti per l’igiene studiati per l’infanzia, invece, dal momento che contengono degli emollienti, finiscono per avere un effetto protettivo che non può essere determinato dall’uso di semplice acqua. Come dire che i saponi e i bagnoschiuma sono fondamentali, purché ovviamente siano adatti all’età e studiati in modo da proteggere la pelle, i capelli e gli occhi dei neonati e dei bimbi di pochi mesi, che sono non solo delicati ma anche in fase di formazione.

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L’acqua ha bisogno di alleati
Dai laboratori di mezzo mondo arriva la stessa indicazione: l’acqua da sola non basta per lavare via lo sporco e anzi può creare problemi alla pelle. A confermarlo sono numerosi studi scientifici compiuti negli scorsi anni. Secondo una ricerca pubblicata da Russel Walters, infatti, l’acqua da sola rimuove solo lo sporco idrosolubile, ma le macchie grasse rimangono al loro posto, se non si utilizzano prodotti specifici. Pur essendo considerata l’elemento naturale per eccellenza, l’acqua può avere un debole effetto irritante per la pelle dei neonati e dei bambini piccoli, dal momento che rischia di rimuovere la pellicola protettiva naturale che protegge la pelle del bambino. Segno che al liquido prezioso va aggiunto qualche ritrovato della scienza, che, come sanno bene in casa Johnson, deve essere delicato e studiato per evitare irritazioni, rispettare il pH e la sensibilità dell’epidermide e comunque eliminare impurità a base di grassi e olio.

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