Le piene di grazia di Carmen Totaro un libro duro e amaro come la Puglia.

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In questi ultimi giorni di scuola ho accompagnato i miei alunni nella biblioteca di quartiere dove abbiamo seguito una serie di incontri sulla storia di  Roma.
Mentre ero lì ho adocchiato un libro in bacheca. 
Come ho già detto mi faccio catturare dalle copertine e dai titoli e questa volta tutto prometteva bene, quindi l’ho preso in prestito e la sera, pur se un po’ stanca, ho dedicato il mio tempo alla lettura.
Le piene di grazia” di Carmen Totaro è uno strano libro che mi ha fatto di nuovo provare sentimenti di rabbia e impotenza come quando lessi, tanti anni fa, “Jane Eyre” di Charlotte Brontë.
La storia, rude, costruita su patimenti e sofferenze, voglia di vendetta per colpe non pagate e ingiustizie subite, riempie totalmente ambienti e personaggi, catapultando il lettore in una Puglia quasi segreta e connivente delle brutalità che vi accadono.

I due personaggi che si srotolano davanti agli occhi di chi legge, soffrono di due sentimenti diversi: una è Palma che non dimentica la morte della sorella e che chiede con tutta sé stessa vendetta; l’altra è Maria Rosaria che pecca d’amore per il suo Cosimo e ne verrà ripagata con false promesse e la morte.

Poi ci sono Nunziata, sorella di Cosimo, ritenuta la colpevole della morte di Maria Rosaria e che subirà a sua volta, dopo molti anni, una punizione terribile proprio da Palma e Angela, l’ostetrica che unica, cerca di dimostrare un po’ di cuore per la povera ragazza rapita e segregata fino al momento del parto.
Entrambe le sorelle, ferite nell’animo e nel fisico anche se in modi diversi, subiscono il mondo maschile, che appare prepotente e che non lascia scampo alle donne in una guerra aperta e vile, che le lacera e le consuma, lasciandole sempre e comunque impotenti.

La Totaro, anch’essa pugliese, ha scritto questo su primo libro un paio di anni fa, dimostrando la sua bravura e capacità di raccontarci una storia che non sembra avere un tempo stabilito, preciso, ma che si può dipanare in questi territori in qualsiasi momento storico svelandoci animi femminili fragili ma al contempo forti. 






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