Una recensione, ma non solo, del libro "Magari domani resto".

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Cari amici che leggete il mio blog saltuariamente o con più costanza, oggi voglio parlarvi dell’ultimo libro che ho letto e soprattutto voglio spiegarvi un concatenarsi di cose che mi sono successe da gennaio e che idealmente si ricollegano anche a questo romanzo.
Dovete sapere che ogni anno a Natale scopro quale sarà la mia carta guida per l’anno nuovo.
Non so se conoscete Roberto Assagioli psichiatra e fondatore della psicosintesi, e comunque non voglio certo parlarvi di tutte le sue teorie, ma solo accennarvi a ciò che per lui era un fondamento e cioè che “più l’attenzione è focalizzata su proprie immagini mentali, più aumentano le possibilità che queste immagini diventino realtà”, quindi, se creiamo immagini negative queste attrarranno nel mondo fisico atti negativi e viceversa.
Ecco allora che lui ha pensato alla tecnica delle “parole evocative”.
Questa può essere usata per evocare qualità psicologiche positive e il primo passo è scegliere una carta coperta, fra tutte le parole che Assagioli ha ritenuto importanti.

Non dobbiamo sapere quale sarà, ma dobbiamo lasciarci trasportare nella scelta dalla parola stessa perché, in qualche modo, è lei che “ci sceglie e ci chiama”.
Negli anni passati ho spesso avuto carte complicate come “pazienza” oppure “gratitudine”. L’impegno che prendiamo dal momento della scoperta della parola-guida è di capirne bene il significato e cercare dentro di noi il legame che ci unisce alla parola stessa per poi, in un secondo momento, metterla in pratica e vederne i risultati.
Quando ho scelto la parola per il mio 2017 ero sicura che mi sarebbe di nuovo arrivata una immagine evocatrice piena di riflessioni, invece, con mia enorme sorpresa, ho girato la carta con scritto LUCE.
Che meraviglia, mi sono detta, finalmente un modello da seguire che mi ispirerà in modo positivo e pieno di emozioni.
Ho iniziato subito a lavorare intimamente con la mia parola evocatrice e in modo bizzarro mi sono trovata in tante situazioni nelle quali la LUCE era davvero un elemento determinante ad esempio ho collaborato con una associazione che ha questa parola dentro al proprio nome.
Ed eccoci a noi.
Quando qualche giorno fa sono andata in libreria ho usato la stessa tecnica della scelta delle carte per comprare il mio nuovo libro da leggere. Lo faccio spesso questo gioco: aspetto che il libro mi chiami col suo titolo o la sua copertina e così ho acquistato:

“Magari domani resto” di Lorenzo Marone.

Confesso di non aver mai letto libri suoi e quindi era tutto da scoprire, ma dovete capire la mia sorpresa quando nella seconda pagina ho letto:
“Siamo a Napoli, quartieri Spagnoli.
Io vivo qui.
Il mio nome è Luce.
E sono donna”.

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Mi sono detta che era veramente un destino segnato che scoprissi questo scrittore e in particolare questo libro.
Sì, la storia mi è piaciuta molto e mi sono da subito immedesimata e appassionata alla vita di questa giovane donna trentenne, avvocato molto sui generis, abituata a subire dalla vita, offese e delusioni, ma che cerca di reagire con uno stile di vita molto particolare e con l’aiuto di un cane e di don Vittorio, un vicino di casa anziano, che vive sulla sedia a rotelle.
Nome comunque impegnativo il suo, visto che di cognome fa Di Notte, e che sulla famiglia può contare ben poco perché il padre  è scappato di casa e la madre sembra vivere solo di luoghi comuni e di chiesa.
L’ambiente è quello dei Quartieri Spagnoli di Napoli con tutte le contraddizioni e le problematiche ben note di criminalità e silenzi, ma lo scrittore in qualche modo, assapora il desiderio di riscatto per questa gente, mostrandoci che esistono anche persone che vogliono reagire e cambiare le cose.
Luce avrà un caso da risolvere.
Un caso che la porta a conoscere un bambino quasi fuori dal mondo, vista la sua bravura e maturità, la sua mamma e a riscoprire il suo desiderio di maternità, che fa capolino anche se tenuto nascosto. E poi ci sarà una rondine, piccola, che non vuole partire, che non vuole abbandonare la sua nuova vita e un ragazzo che fa il giramondo e che risveglia in lei sentimenti ed emozioni.

Inutile raccontare ancora particolari della storia. Il libro va letto per scoprirne i personaggi e le implicazioni emozionali e in questo modo si conosce anche un bravo scrittore che ben caratterizza i suoi personaggi e ci fa apprezzare gli ambienti più sconosciuti di Napoli.

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