Roma, giornalista de Il Tempo aggredita dagli islamici nella moschea abusiva. Padroni a casa nostra

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Andate via di qua, dovete andare via. Altrimenti faccio uscire tutti. In pochi secondi siamo circondati da una decina di uomini, alcuni vestiti con la veste lunga come d’uso per i musulmani osservanti. La tensione e la paura nei box di via Alo’ Giovannoli, nel quartiere di Tor Pignattara a Roma, dove si trova una moschea non autorizzata e gestita da un gruppo di bengalesi, è salita in pochi secondi”. Così Francesca Musacchio, direttore di Ofcs.report e giornalista de Il Tempo oggi sul quotidiano romano racconta l’aggressione subita. “E’ venerdì di preghiera. Intorno all’ora di pranzo abbiamo deciso di andare a vedere cosa succede all’interno di alcuni garage sotterranei dove da anni si cela una moschea”, spiega.

“Nel bel mezzo della nostra visita, però, siamo stati avvicinati e minacciati verbalmente dai numerosi presenti, intenzionati a non farci avvicinare alla struttura”. La mosche abusiva è da anni al centro di una complicatissima vicenda combattuta a suon di denunce da parte dei residenti per presunte violazioni della destinazione d’uso dei locali e fascicoli scomparsi dagli uffici competenti del Municipio V: “Lunedì è previsto il sopralluogo della Commissione trasparenza del Comune di Roma, sollecitato dai consiglieri di Fratelli d’Italia che da tempo segnalano le presunte irregolarità. Il rischio, però, è che proprio in quella giornata non ci sarà quell’afflusso di fedeli come ieri. E così, per documentare ciò che accade, abbiamo sostato davanti ai cancelli di via della Maranella 47, l’ingresso dei box condominiali – continua la giornalista – Con una scusa proviamo a fare qualche foto, ma la reazione è immediata: Voi non avete diritto a stare qui, urla un uomo, probabilmente il responsabile del luogo di culto che ci osservava da quando siamo arrivati. La nostra presenza in quel pezzo di città, alla periferia est, inflazionata dalla presenza di stranieri, moschee e alimentari gestiti da bengalesi, non è passata inosservata”.

Di più: “Nel luglio 2014 i vigili misero i sigilli e sequestrarono la struttura perchè il manufatto sarebbe risultato abusivo nella parte adibita a luogo di culto. A distanza di anni la moschea di via Alò Giovannoli non smette di far discutere. I lavori di ristrutturazione sono andati avanti e il fascicolo con i documenti sull’abuso edilizio è scomparso dagli uffici del Municipio

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con fonte Libero Quotidiano

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