Inchiesta Trapani. Vicari si difende: “ci sono ministri che hanno preso tre Rolex d’oro, e sono tutti in carica”

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Agenpress – “Ci sono ministri  che hanno preso non uno ma tre Rolex e sono ancora in carica. Non c’è niente, assolutamente. È solo fango. Ma una come me, che fa politica da quando era ragazzina, è abituata a queste cose. Io ho fatto carriera dal basso, non sono di quelle nominate”.

Si difende così Simona Vicari, dimessasi dalla carica di sottosegretario alle Infrastrutture dopo le accuse nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione della procura di Palermo. “Nessuna sofferenza, perchè io non ho agito nell’interesse di una persona, ma nell’interesse di una categoria. Il trasporto marittimo era l’unico mondo del trasporto pubblico rimasto fuori dall’esenzione dell’Iva e il ministro Delrio era a conoscenza di quell’emendamento”. “Non ho chiesto all’armatore un posto di lavoro per mio fratello. Era lui che stava cercando qualcuno”. Vicari smentisce quindi che oltre al ministro Delrio anche il premier Gentiloni le abbia telefonato per chiederle di fare un passo indietro: “Assolutamente no, mi hanno detto entrambi di prendere liberamente le mie decisioni”.

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In un’intervista a Il Corriere della Sera spiega di aver aiutato non Morace ma un’intera categoria: “Non ho agito nell’interesse di una persona, ma nell’interesse di una categoria. Il trasporto marittimo era l’unico mondo del trasporto pubblico rimasto fuori dall’esenzione dell’Iva e il ministro Delrio era a conoscenza di quell’emendamento”.

Per gli inquirenti, invece, “è ampiamente dimostrato che a seguito di un esercizio delle sue funzioni smaccatamente orientato a favore degli interessi” dell’armatore Ettore Morace, la sottosegretaria ai Trasporti ha accettato “di buon grado un costoso orologio marca Rolex il cui valore per quanto si evince dalle intercettazioni parrebbe aggirarsi intorno ai 5.800 euro”, si legge nell’atto di accusa del gip di Palermo. “Deve necessariamente escludersi che siffatta cospicua dazione possa confinarsi tra le cosiddette regalie d’uso, fermo restando peraltro che secondo l’univoca giurisprudenza della Suprema Corte anche la corresponsione di utilità di modico valore ben può integrare il reato di corruzione propria”, dice ancora il gip. “Proprio per il suo ingente ed intrinseco valore la dazione di cui si discute appare tendenzialmente proporzionata al vantaggio patrimoniale percepito da Morace grazie all’approvazione dell’emendamento in materia di trasporto marittimo e dunque direttamente correlata all’ingerenza indebitamente esercitata dalla Vicari onde favorire gli interessi del titolare di Liberty Lines”.

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