#GIRO100. SALITA, FILOSOFIA E VITA

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DI AGNESE TESTADIFERRO

AGNESE TESTADIFERRO-ALGA

La salita, metafora e filosofia di vita.
Soprattutto per Pantani, che della giornata di oggi, tappa n.14 del Giro n.100, è stato protagonista. Protagonista nei ricordi e nei pensieri. Ma anche per Luca Panichi, l’uomo dalle braccia d’acciaio.
La montagna Pantani, ad Oropa (Bi), è così chiamata perché nel 1999 fu il luogo in cui la catena di Marco Pantani saltò. Quel momento fu indimenticabile perché lui, nonostante ciò, riuscì a vincere. Aggiustò la catena e fece una rimonta tale da superare quattro decine abbondanti di ciclisti. Lui alla domanda – curiosità del giornalista Gianni Mura «Marco, perché in salita vai così forte?», aveva risposto «Per abbreviare la mia agonia». Risposta profonda, senza ma e senza se.
Oggi quella salita non ha solo visto i ciclisti protagonisti, con Tom Dumoulin vincitore, ma anche un corridore speciale, Luca Panichi. Sportivo paraplegico che in carrozzina scala le cime del Giro d’Italia. Un grande. Una persona che sta ore a parlare di quanto per lui sia importante lo sport senza far percepire la fatica che potrebbe fare. Panichi (Bicicuorediabete Team) ha percorso, con la sola forze delle braccia (e della mente) 11,5 km, da Biella al Santuario di Oropa, in 5 ore. Definisce le sue imprese un modo di vivere. «Queste scalate vogliono essere un’apertura per vivere la vita di tutti i giorni al meglio». Bello il supporto dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e del Liceo Sportivo di Biella.
Panichi oggi ha percorso quella strada in omaggio a Pantani, Scarponi e Casartelli. «Lo stimolo durante tutta la salita sono state per me le scritte che inneggiavano Michele Scarponi e Marco Pantani. Uno stimolo in più per continuare a trasmettere un messaggio fondamentale di amore per questo sport straordinario. Ci sono stati dei momenti di difficoltà ed altri di esaltazione sia nella prestazione tecnica sia nei momenti di condivisione con il popolo del Giro d’Italia che è sempre qualcosa di straordinario. Queste scalate vogliono essere un’apertura per vivere la vita di tutti i giorni al meglio e stimolare un modo bello di vivere lo sport che non è solo il perseguimento dei risultati ma è anche trasmettere qualcosa ai giovani».
In attesa dell’arrivo di tutti i ciclisti ad Oropa in molti facevano spinning al parco del Santuario. Voci di corridoio dicono che dall’inizio della salita al traguardo stata stimate oltre 150mila persone. Un record se così fosse!
Prossima salita remember, il Mortirolo martedì 23 per la tappa n. 16. Quella salita sarà dedicata a Michele Scarponi. Salita che nel 2010 è stata per Michele il trampolino di lancio della sua ultima vittoria al Giro d’Italia. In occasione della Tappa 16 Rovetta-Bormio il corridore che transiterà per primo al Gran Premio della Montagna del Mortirolo otterrà un punteggio doppio rispetto a quello previsto nel regolamento.

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