Giro d’Italia 2017: come stanno i big dopo Oropa? Dumoulin vola, Quintana rimbalza. E Nibali vicino al ko

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Se la cronometro di martedì nelle terre del Sagrantino rappresentava il primo vero spartiacque del Giro d’Italia 2017, la frazione odierna con arrivo al Santuario di Oropa potrebbe avere un peso specifico ancora più importante in vista della terza settimana e i suoi tapponi. Tom Dumoulin si è difeso in maniera egregia dagli attacchi di Nairo Quintana e addirittura ha trovato la forza nel finale per infliggere oltre 20” di distacco al colombiano, il cui ritardo in classifica ora è aumentato fino a sfiorare i 3′. Che risposte ci ha dato questa tappa? 

Innanzitutto ci ha confermato un Dumoulin in grande spolvero. Dopo la prova quasi sorprendente sul Blockhaus e la crono dominata dal primo all’ultimo chilometro, l’olandese ha ottenuto il secondo successo di tappa con una dimostrazione di forza che raramente si era vista negli ultimi anni. Certo, Quintana gli ha fatto soffrire l’ascesa finale ma dopo l’attacco del Condor si è messo in testa al gruppo degli inseguitori, tenendo l’avversario a portata per poi riprenderlo e attaccare nell’ultimo chilometro e mezzo, dimostrando di avere ancora birra nelle gambe. Stiamo parlando del Dumoulin più forte di sempre, ma basterà? Fino ad ora è stato chiamato ad esprimersi in tappe sui ce lo potevamo attendere ad altissimi livelli: da martedì, però, la musica potrebbe cambiare. I punti interrogativi più profondi sulle sue reali possibilità di portare la Rosa fino a Milano riguardano le frazioni con più salite consecutive e ravvicinate, tappe che presentano dislivelli importanti e che tendono a favorire gli scalatori puri. In carriera non ha mai dimostrato nulla in questo genere di tappe e nel 2015 ha perso la Vuelta a España proprio durante una frazione di questo tipo. Da allora però è maturato e nessuno conosce il suo livello potenziale anche in frazioni con Mortirolo e doppio Stelvio, nonostante questa vada a favorire corridori come Quintana o Nibali, per fare due esempi. Anche la Sunweb, fino ad adesso, non ha dato grandi garanzie e in caso di attacchi architettati da lontani Dumoulin potrebbe trovarsi costretto ad inseguire in prima persona, condizione che lo porterebbe a naufragare in classifica e perdere anche 3 o 4 minuti. Inoltre, si salirà spesso sopra i 2000 metri, territorio inesplorato dall’olandese a questi livelli che potrebbe metterne e a nudo i limiti.

Nairo Quintana è al top della forma? Dopo un attacco sul Blockhaus che gli ha permesso di guadagnare poco più di 20” anche oggi non è riuscito a fare la differenza. Negli ultimi 5 chilometri si è di fatto prodotto in un testa a testa con Dumoulin, che guidava il gruppo degli inseguitori, uscendone sconfitto. Ora, con un ritardo che sfiora i 3′ e una cronometro di 30 chilometri nell’ultima giornata di corsa deve infliggere un distacco di circa 4′ all’olandese. Sullo svolgimento del suo Giro potrebbe pesare la volontà di completare la doppietta con il Tour de France. Da questo punto di vista, Nairo potrebbe pagare una scelta conservativa, nata dall’errata convinzione di poter vincere la Corsa Rosa anche al 90% della condizione per poi crescere in vista della Grande Boucle. Spesso e volentieri è uscito al meglio nella terza settimana, non soffre le salite consecutive ed è abituato a correre ed allenarsi in altitudine. Questi dati e la forza della squadra potrebbero essere i perni su cui far leva per portare al crollo Dumoulin già dalla tappa di martedì, che potrebbe essere quella più ostica per l’olandese. 

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Che dire, invece, di Vincenzo Nibali? Lo Squalo ha già dimostrato lo scorso anno di poter ribaltare anche situazioni disperate ma rispetto al 2016 qui sembra avere un netto deficit di potenziale rispetto agli avversari non dovuto a problemi fisici come quelli che lo avevano tormentato a cavallo del secondo weekend al Giro 2016. Come sul Blockhaus, l’azione del siciliano è andata via via spegnendosi con il passare dei chilometri di salita: quando gli avversari riescono a produrre uno sforzo superiore in vista del traguardo, Nibali non riesce a dare quel qualcosa in più che è richiesto nei finali di tappa. Oggi, tenendo la ruota di Dumoilin, è riuscito a resistere fino a 2 chilometri dalla conclusione. Da lì in poi, quando l’olandese ha accelerato, ha perso 40 secondi dando l’impressione di non poter produrre velocità come gli avversari diretti. Condizione non eccellente o semplicemente le fatiche di una carriera ormai molto lunga tra i professionisti che si fa sentire? Sicuramente, però, anche con fantasia e coraggio è difficile pensare ad una soluzione che possa permettergli di fare la differenza rispetto a così tanti avversari.

Se dalla lotta per il podio sembra essersi autoescluso Mollema, Thibaut Pinot e Ilnur Zakarin sono sempre in corsa per le prime tre posizioni. Il francese, oggi, ha gestito quella che ha definito come “giornata no“. Staccatosi dai migliori sulle prime rampe della salita di Oropa, ha affrontato l’ascesa con il proprio passo, andando a riassorbire diversi corridore per chiudere addirittura davanti Nibali. Ilnur Zakarin, che dopo la debacle del Blockhaus sembra essere tornato ad alti livelli, è a circa 45” da Nibali, che in questo momento occupa la quarta posizione in classifica. Il russo è dotato di un motore sicuramente di alto livello e oggi è stato battuto solo da Dumoulin: nella terza settimana non offre garanzie ma oggi ha lanciato un segnale importante riguardo la sua condizione.

Twitter: @Santo_Gianluca

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gianluca.santo@oasport.it

Foto LaPresse – Fabio Ferrari / Rcs

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