Consip, Orlando: “Privacy attenuata non vale per le intercettazioni”. Ma sentenza della Corte di Strasburgo dice il contrario

Senza categoria

testo

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando non conosce le sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo in materia di intercettazioni. Lo svela lo stesso guardasigilli nell’intervista rilasciata oggi a La Repubblica in cui stigmatizza la pubblicazione del colloquio tra Matteo Renzi e suo padre Tiziano sul Fatto Quotidiano“Le sentenze di Strasburgo parlano di privacy attenuata per i politici”, gli fa notare la giornalista riferendosi all’opportunità per chi fa politica di rispondere dei propri comportamenti privati quando questi sconfinano nella sfera pubblica. E il numero uno di via Arenula replica secco: “Non riguardo alle intercettazioni. La loro diffusione è un’anomalia tutta italiana”. Non è vero: la sentenza Jérôme Dupuis e Jean-Marie Pontaut contro la Francia emessa dalla Cedu il 7 giugno 2007 dice l’esatto contrario. Ovvero che il diritto dell’opinione pubblica a essere informata prevale sul segreto istruttorio.

I fatti. Nel 1996 Jérôme Dupuis e Jean-Marie Pontaut erano finiti in tribunale per aver raccontato nel libro Les Oreilles du Président il sistema di spionaggio illegale attraverso il quale l’Eliseo guidato da François Mitterrand aveva intercettato oltre 2mila tra politici, giornalisti, editori, attori, avvocati e imprenditori tra il 1983 e il 1986. In pagina finivano, tra gli altri, i virgolettati rubati al ministro dell’Interno Charles Pasqua che scambiava osservazioni con un suo collaboratore, alla moglie dell’allora primo ministro Laurent Fabius che si confidava

testo

testo