Il Commissario Maltese. Una occasione per riflettere.

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Non so se vi è capitato di vedere le prime puntate della nuova serie televisiva “Il commissario Maltese” con Kim Rossi Stuart nel ruolo del protagonista.

Questi nuovi sceneggiati ci portano ancora una volta in Sicilia facendoci scoprire la lotta quotidiana che lo Stato deve combattere contro il potere criminale.
Si riparte quindi dai libri di Camilleri e del Commissario Montalbano per andare però un po’ più concretamente a vedere da vicino la difficile battaglia contro le connivenze fra politica, mafia e finanza.

Dario Maltese torna a Trapani dopo l’uccisione del suo migliore amico e collega e ne prende il posto per cercare, almeno all’inizio, di trovare i colpevoli dell’assassinio. 

Una storia in parte vera perché luoghi e personaggi sono tratti dalla realtà e Rossi Stuart ha preso spunto da Ninni Cassarà, poliziotto ucciso da Cosa Nostra nel 1985 la cui storia in realtà non è mai stata scritta o raccontata.

“Quando tutto intorno a te sembra trascinarti verso il male, raccontare un eroe positivo mi è sembrata una possibilità preziosa” .

E preziosa sembra anche a me l’occasione di riflettere su un male che sembra non avere mai fine, di cui giornalmente scopriamo nuovi scenari e attori che vivono però nella vita reale e che decidono in modo unilaterale di cambiare le regole di tutti noi.











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