Juventus e Monaco tra pro e contro: numeri, precedenti, statistiche e ricorsi storici

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Arrivati alle semifinali di Champions League difficile dire che esistano squadre deboli, ogni potenziale avversaria è da considerarsi un’insidia.

Il verdetto del sorteggio di Nyon è stato meno benevolo di quel che si potrebbe pensare per la Juventus: beccato il Monaco, la squadra considerata, sulla carta, se non la più debole, quantomeno la ‘meno forte’, espressioni identiche sul piano grammaticale ma non sempre su quello pratico.

Una formazione, quella monegasca, che coniuga come poche la tecnica, i piedi buoni e la freschezza di giovani talenti in erba-in particolare il giovanissimo, baby-fenomeno, Kylian Mbappé, classe 1998, non ancora 19enne-alla forza fisica, i muscoli e soprattutto l’esperienza fisica dei più grandi-in particolare il bomber Radamel Falcao, in passato nel mirino proprio della Juve.

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Scongiurati quindi i ‘pericoli’ derivanti dalle due madrilene, che naturalmente si scontreranno tra di loro, per la quarta edizione consecutiva della competizione-le due finali del 2014 e del 2016, inframezzate dai quarti di finale nel 2015, in tutte le occasioni fu il Real a spuntarla, mai alcuna vittoria dell’Atletico, neppure nel doppio confronto dei quarti.

Ma la sfida fra Juve e Monaco nasconde delle ben note insidie di natura storico-statistica per i bianconeri, che le ultime due volte che hanno affrontato i monegaschi nella Champions League li hanno sempre eliminati, ma sistematicamente hanno poi perso la finale della competizione.

L’ultimo doppio confronto fra le due formazioni risale ai quarti di finale dell’edizione 2014/2015, all’andata allo “Stadium” una gara decisamente noiosa fu decisa da un calcio di rigore-neppure così limpido-realizzato dal cileno Arturo Vidal che fissò così l’1-0 bianconero; nella gara di ritorno uno scialbo 0-0 con ben poco da ricordare, se non lo sfogo gastrico della tensione da parte di Alvaro Morata, beccato dalle telecamere a vomitare ripetutamente a bordo campo, specchio perfetto della-per così dire-dubbia gradevolezza di quella doppia sfida…

Per non parlare di un particolare ricorso storico, relativo all’edizione della Champions 1997/98, allorquando alle semifinali c’erano addirittura 3 delle 4 semifinaliste attuali, Juve, Monaco e Real, con i bianconeri di Lippi che incrociarono i monegaschi, allora una squadra per certi versi abbastanza simile a quella attuale, con alcuni giovani talenti che sarebbero poi divenuti dei grandi campioni-si pensi a gente come David Trezeguet e Thierry Henry, allora neanche 21enni-la Juve la spuntò abbastanza agevolmente nel doppio confronto, vincendo per 4-1 la gara di andata nel vecchio “Delle Alpi”, con Alex Del Piero grande protagonista, autore di una tripletta-il 1° gol su magistrale calcio piazzato, gli altri due rigore-più la firma curiosamente di un francese, Zinedine Zidane (oggi tecnico del Real Madrid, quindi possibile prossimo futuro avversario dai bianconeri a Cardiff…); al ritorno la spuntarono i monegaschi per 3-2-anche allora in gol Pinturicchio-sconfitta indolore per i bianconeri.

La vera sconfitta arrivò poi nella finale del 20 Maggio 1998, dove i bianconeri incontrarono proprio il Real Madrid-che oggi si presenta a queste semifinali da Campione in carica ma che a quel tempo eliminò in semifinali proprio i Campioni di allora, il Borussia Dortmund (vincente l’anno prima in finale proprio contro la Juve, ndT)-decise tutto un gol in fuorigioco di Predrag Mijatovic, che sancì il ritorno al trionfo europeo per i madrileni dopo 32 anni di astinenza.

Anche allora la finale si giocava in uno stadio che non l’aveva mai ospitata, l’ “Amsterdam ArenA”. Quest’anno, come noto, si gioca per la prima volta in Galles, al “Millennium Stadium” di Cardiff, e ancora una volta potrebbe essere Juve-Real, insomma, la storia potrebbe ripetersi !

Il tutto senza contare le altre ben note statistiche non a favore dei bianconeri: in ogni doppio confronto fra Juve e Barça, la squadra che ha passato il turno si è poi qualificata alla finale della competizione in questione, perdendola sistematicamente; inoltre, è la terza volta che i blaugrana vengono eliminati ai quarti nelle ultime 4 edizioni della competizione, e nelle precedenti 2 volte entrambe dall’Atletico Madrid, in entrambi i casi poi finalista perdente!

Qualche statistica positiva per i bianconeri c’è anche, nei loro 2 unici trionfi nella Coppa dalle grandi Orecchie, hanno sempre eliminato in semifinale una francese e poi vinto la finale contro la squadra Campione in carica: nel 1985 eliminato il Bordeaux in semifinale e vinta la finale contro il Liverpool Campione in carica- partita tristemente ricordata per motivi del tutto extra-sportivi, essendo stata la maledetta finale dell’Heysel di Bruxelles-nel 1996 Nantes eliminato in semifinale e finale vinta contro l’Ajax Campione in carica (citiamo anche la curiosità che in entrambe le occasioni le squadre Campioni in carica lo erano diventate battendo delle italiane, nel 1984 il Liverpool aveva sconfitto la Roma ai rigori proprio all’Olimpico-1-1 fin dopo i supplementari- nel 1995 l’Ajax aveva sconfitto a fatica 1-0 il Milan).

In questa ottica quindi, il fatto che la Juve potrebbe, per l’appunto, sconfiggere i francesi e giocare la finale proprio con il Real Campione d’Europa in carica, potrebbe a sua volta essere un ricorso storico, ma questa volta decisamente gradevole per i bianconeri !

E non finisce qui: una qualche cosmica regola vuole un’italiana trionfante nella Coppa dalle Grandi Orecchie ogni 7 anni, dal 1989, anno del primo trionfo del Milan di Sacchi-che vincerà anche l’anno dopo ma è un dettaglio-nel 1996 proprio la Juve, nel 2003 il Milan-in finale proprio contro la Juve, i rossoneri trionferanno anche nel 2007, ed anche questo è un dettaglio-infine nel 2010 l’Inter. Nel 2017, chissà…

Gli appassionati di statistiche ne avranno di che ossessionarsi. Ma c’è poco da far conti. I veri conti li faranno gli uomini in campo.

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