Orlando attacca il Tg1: È come l’agenzia russa Tass

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Sanremo – "C'è una disparità che è evidente: i giornali stanno da una parte. Il Tg1 sembra l'Agenzia Tass che c'era una volta a Mosca, sembra che ci sia un candidato unico alle primarie. Dentro l'assemblea nazionale del Pd, il novanta per cento è con Renzi; così come diciannove segretari regionali, inclusi i commissari. Dalla mia parte c'è una segretaria, quella della Val D'Aosta, anche se non riequilibra la situazione". È un duro attacco ai mass media, ma ancora di più alla prima rete della televisione di Stato, quello sferrato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che nella sua veste di candidato alle primarie per la segreteria nazionale del Partito Democratico, nel tardo pomeriggio ha tenuto un comizio a Pian di Nave di Sanremo, dove ha deposto un bouquet di garofani sul monumento della Resistenza.Nel corso del suo intervento Orlando è stato anche molto critico con il Pd: "Dobbiamo ricostruire un rapporto con le forze sociali che si sono allontanate e dobbiamo ricostruire il centrosinistra, perché il centrosinistra senza Pd non esiste, ma il Pd senza centrosinistra perde". In particolare ha evidenziato la necessità di ricostruire una serie di rapporti: "Prima ancora nella società che nella politica – ha precisato -. Dobbiamo riaprire un dialogo con Cgil, Uil, Cisl, Anpi, associazioni di impresa e tutti quei soggetti che fanno parte del mondo politico".E sulle primarie del Pd è stato categorico: "Il conto è molto semplice: l'ultima volta eravamo circa seicentomila iscritti ed hanno partecipato circa tre milioni di persone. Ora, tenendo presente che c'è stata una diminuzione degli iscritti, a circa duecentomila, penso che una soglia accettabile sia quella di due milioni di persone. Al di sotto, ci troviamo di fronte a un dato che rischia di complicare il cammino del Partito Democratico".Sul tema dell'immigrazione, legato ai flussi al confine italo francese di Ventimiglia ha sottolineato come: "È auspicabile che in Francia non prevalgano le destre, altrimenti questo problema rischia di scaricarsi ancora di più su questi confini".

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