Governo debole e rischi populisti, ecco perché Fitch taglia rating Italia a BBB

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Fitch ha tagliato il rating dell'Italia da 'BBB+' a 'BBB'. L'outlook è stabile. Lo comunica l'Agenzia di rating spiegando che i rischi politici "sono aumentati" in Italia e sottolineando che i "rischi di un governo debole o instabile sono aumentati così come la possibilità che aumenti l'influenza politica di partiti populisti ed euroscettici". Secondo Fitch, la crescita del populismo in Italia "può smorzare l'appetito della politica per le riforme, aumentare la pressione per un allentamento fiscale e pesare sulla fiducia degli investitori". Gli attuali sondaggi, spiega l'agenzia di rating, indicano un'ulteriore perdita di terreno dei partiti più centristi e un panorama politico frammentato che potrebbe tradursi in un governo di minoranza. 

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Come scrive Repubblica, sul piano economico, l'agenzia parla di "fallimento" sul fronte della riduzione dell'elevatissimo livello del debito pubblico, il che "espone maggiormente il Paese a potenziali shock sfavorevoli", e prevede un aumento del Pil dello 0,9% nel 2017 e dell'1,0% nel 2018. 

Necessario nuovo sostegno pubblico per le banche

L'agenzia cita anche "le debolezze delle banche" italiane che accrescono i rischi al ribasso per l'economia e le finanze pubbliche e spiega che l'outlook per il settore bancario è negativo e riflette soprattutto il peso dei crediti deteriorati e della bassa redditività e generazione di capitale. Un ulteriore sostegno pubblico al settore "potrebbe essere necessario in assenza di più ampi sforzi di ristrutturazione", scrive ancora l'agenzia di rating Fitch .

Da ottobre 2016 Italia nel mirino delle agenzie di rating

  • FITCH – A ottobre 2016 l'agenzia di rating aver rivisto a negativo l'outlook per i rischi di incertezza politica legati al referendum che si sarebbe tenuto a dicembre. 
  • MOODY'S – A febbraio 2017 dopo il referendum istituzionale e le dimissioni del premier Matteo Renzi, aveva abbassato da stabile a negativo l'outlook sul debito dell'Italia e aveva lasciato capire che il rating poteva essere rivisto da 'Baa2' a valori inferiori.
  • S&P – Per ora prende invece tempo e ha lasciato il merito di credito dell'Italia a 'Bbb-' con prospettive stabili.
  • DDRS – Anche l'agenzia di rating canadese, la quarta al mondo, ha tagliato lo scorso gennaio il giudizio sull'Italia da 'A' a 'BBB' con outlook stabile. 

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