Come aprire un agriturismo

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Per anni gli agriturismi non hanno riscosso in Italia il successo che meritavano, perché venivano considerati dal pensiero popolare come attività ricettive di bassa qualità. Tuttavia, da alcuni anni a questa parte, soprattutto grazie all’ottima pubblicità effettuata e al passaparola, questa tendenza si è via via invertita. Oggi gli agriturismi sono sinonimo di qualità, un luogo ricreativo dove poter gustare piatti tipici del luogo, a prezzi medi, che si distinguono completamente dal concetto di ristorante tradizionale. Non è un caso che molte coppie scelgano sempre più agriturismi per festeggiare il giorno più importante della loro vita. Scopriamo allora perché potrebbe essere una buona opportunità remunerativa aprire questo tipo di attività, ma soprattutto quali sono le procedure da seguire.

Le leggi che disciplinano l’apertura dell’agriturismo

Gli agriturismi, a livello nazionale, non godono di una legge Ad Hoc, o più precisamente, esiste una legge che obbliga le regioni ad occuparsi degli agriturismi. Pertanto, l’apertura di un agriturismo, a livello burocratico, varia di regione in regione. Oltre alle leggi regionali, che regolano l’apertura dell’agriturismo, esiste la Legge 30 dicembre 1991, n. 413. Qui sono contenute indicazioni relative al trattamento fiscale e l’IVA da versare. Ci sono altre norme generiche che regolano l’apertura di un agriturismo, come:

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  • Comunicazione delle generalità degli ospiti alle autorità di Pubblica Sicurezza;
  • Rispetto della privacy;
  • Rispetto delle norme alimentari (HACCP);
  • Rilascio di licenze edilizie;
  • Pagamento delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti;
  • Pagamento del canone per le apparecchiature televisive;
  • Pagamento delle tasse per i cartelloni pubblicitari.

Oltre a tutte le norme sopra indicate, esistono requisiti indispensabili per aprire un agriturismo, come previsto dalla normativa italiana: “colui che esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, all’allevamento del bestiame e alle attività connesse”. Secondo la legge italiana dunque, chi possiede un agriturismo deve possedere anche un terreno agricolo coltivato e spesso anche il bestiame. Per avviare questo tipo di attività, è necessario prendere possesso di un’azienda agricola, che può essere di proprietà o in affitto. Ma quali fabbricati si possono destinare all’apertura di un agriturismo? La legge specifica che sono “abili ed arruolabili” solo i fabbricati rurali.

Quali attività può svolgere un agriturismo?

Quella dell’agriturismo è un’attività di ospitalità e ricezione, che viene svolta mediante strutture agricole, che prevedono, per esempio:

  • Il soggiorno temporaneo degli ospiti. Questo deve essere garantito per almeno 60 giorni all’anno dall’attività. Inoltre, il soggiorno deve avvenire all’interno del fabbricato e non in fabbricati esterni.
  • Accoglienza degli ospiti in camper. Quindi è necessario possedere spazi aperti adeguati, comunque subordinati alle autorizzazioni necessarie che vengono rilasciate da ogni Comune.
  • Somministrazione di cibo e bevande. Sono inclusi anche alcolici e superalcolici. La maggior parte di questi prodotti devono essere prodotti all’interno della stessa azienda agricola.
  • Organizzazione di manifestazioni territoriali enogastronomiche. Gli agriturismo devono ospitare queste attività locali per farsi conoscere e devono riguardare le proprie attività rurali o quelle del proprio paese di appartenenza.

Oggi gli agriturismi rappresentano un business in forte ascesa e chi ha la fortuna di possedere già un fabbricato agricolo, è già un passo avanti.

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