Cartoline dalla Milano Design Week 2017 #primo capitolo

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La Milano Design Week per me quest’anno è stato un appuntamento che ho voluto vivere in modo compiuto. Grazie all’ospitalità di una super amica che abita in uno dei distretti storici del Fuorisalone, zona Tortona, sono riuscita a stare in città per diversi giorni. Però sapevo che non sarei riuscita a fare tutto quello che avrei voluto e programmato. E infatti così è stato.

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Il Fuorisalone è diventato un evento gigantesco: quest’anno si sono aggiunti un distretto, Isola, e una nuova location, Ventura Centrale. Esposizioni ed eventi si sono moltiplicati e sinceramente scegliere era un impresa molto difficile. 
Mi sono lasciata guidare dai mie gusti e dalla mia curiosità ma la sensazione è stata che il Salone del Mobile avesse una marcia in più rispetto al “circo” del Fuorisalone, con una maggior attenzione sul design e sulle soluzioni di arredo. E visto che la mia programmazione prevedeva di dedicare alla fiera un solo dei giorni a disposizione, credo di essermi persa molto del più bello. Con le dovute eccezioni, ovviamente. Come quelle di cui vi racconto dopo!
Una possibile ulteriore risposta a questa questione in realtà potrebbe essere un’altra, cioè la mia personale e intima selezione di tutto quello che ruota intorno al mondo dell’interior design: alla fine il mio interesse ricade sempre sul lifestyle domestico, sulle scelte stilistiche di una casa, sulle tendenze abitative, sui materiali e sui colori. Il resto è cultura, contaminazione, ispirazione ma a volte anche un po’ di noia. E lo dico riferendomi esclusivamente alla mia personale percezione.
Fatta questa lunga (come al solito!) ma doverosa premessa, che cosa hanno catturato maggiormente i miei occhi alla MDW? Innanzitutto colore (soprattutto il rosa, e il verde), mega foglie e piante in tipico stile urban jungle, un ritorno a forme e materiali eleganti e sofisticati (il velluto e l’ottone, gli specchi, le forme geometriche), in parte una sorta di rivisitazione moderna delle atmosfere rétro dei primi del Novecento. Ma primo fra tutti i miei occhi si sono soffermati sulle stanze, sulla casa, sul ricevere, sugli arredi per farlo e sul proporre uno stile abitativo unico e personale. Alla fine cado sempre lì.
Vi presento quindi la mia Milano Design Week attraverso le cartoline che per me rappresentano meglio la mia esperienza, sapendo che alla fine si tratta molto di ispirazione, un po’ sogno e un po’ realtà e che questa rappresentazione non solo è personale ma è anche abbastanza parziale.
Casa Facile Lab – foto Giandomenico Frassi – progetto Studio Pepe
Non posso che iniziare dalle CASE. Che quasi a volermi contraddire sono tutte esposizioni del Fuorisalone

Uno ve l’ho già presentata in anteprima: è il progetto The Visit di Studiopepe, che riassume tutte le tendenze di cui vi parlavo: colore, eleganza, accoglienza, matericità.

La seconda casa è quella del CasaFacile Design Lab, una bellissima location in zona Brera, dove ha preso vita la casa ideale, la casa dei 20 anni di CasaFacile, sempre grazie alla progettazione di Studiopepe, che collabora da anni con la rivista. Protagonisti il living, la cucina e l’outdoor, spazi interconnessi, multifunzionali, eleganti. Stupendi il sistema libreria e cucina di Scavolini disegnato da Nendo. E le sedute di Saba. Quest’anno devo dire che mi sono completamente infatuata di questo brand. Ve ne parlerò sicuramente in un post dedicato.

la parete di washitape 100% creativa
Veniamo alla casa dell’Ikea Festival, di cui vi parlerò in un post dedicato, e che è stato uno degli eventi più coinvolgenti e sorprendenti del Fuorisalone, dal mio punto di vista.
Tutto il design democratico, le idee e l’entusiasmo del colosso svedese con un focus sul living, un ambiente multifunzionale e fulcro delle nostre abitazioni.

Ikea Today

Un grande spazio espositivo per presentare tante nuove collezioni, in arrivo anche qui da noi, ma soprattutto l’idea di casa di Ikea, basata sulle esigenze delle persone (e sui loro cambiamenti) più che sul design fine a stesso. Questa forse è una delle motivazioni che spingono Ikea a rinnovarsi sempre e a trovare consenso in tutto il globo. “Let’s make room for life” è stato il leitmotiv dell’esposizione e la mia attenzione è stata catalizzata dai progetti di Pella Hedeby, che anima il blog svedese di Ikea, Livet Hemma, e che ammiro da tantissimi anni per la capacità di coniugare negli spazi abitativi stile,  design nordico e atmosfera vissuta e da vivere. 

Ne riparliamo, promesso!
Living, cucina e zona notte tutto nello stesso mini spazio. Un progetto perfetto, funzionale e accogliente

Spazio al verde in casa

Il livingroom di un’artista, creativo e funzionale
Altra abitazione, altre atmosfere quelle di Hotel Fritz Hansen. Brand scandinavo per eccellenza, Republic of Fritz Hansen ha pensato per questa edizione del Fuorisalone, un hotel immaginario e non convenzionale, firmato dal designer spagnolo Jaime Hayon. Essenzialità nordica e vivacità mediterranea si sposano perfettamente in questo spazio nel distretto di Brera, dove il colore è protagonista (è stata l’edizione del colore appunto!) anche nelle tonalità più brillanti e vivide.

E poi c’è stata una casa, anzi una facciata che mi ha riempito di stupore e allegria, esattamente come i colori dei 2000 fiori che la ricoprivano, nel progetto di Piuarch. Anche in questo caso colore e accoglienza, temi ricorrenti di questa Milano Design Week.

Mi fermo qui per ora. Nel prossimo capitolo, vi racconterò il design che mi ha appassionato maggiornamente in fiera e al Fuorisalone.
Intanto che ne dite di questo primo tour?

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