#FrenchPresidential: La ‘rivolta’ della #Guyana irrompe sulle #Presidenziali.

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Quando mancavano solo due settimane dal primo turno delle #presidenzialifrancesi, in programma il 23 aprile, un inedito movimento sociale nato in #Guyana è entrato di forza, nel dibattito della campagna elettorale francese, sin qui, caratterizzata da “alcuni scossoni” che, a turno, hanno evidenziato che, la crisi politica – in atto in Europa a vari livelli – non riguarda solo e soltanto i partiti della sinistra. Certo qui, come altrove la “Sinistra” è in difficoltà (non tutta però come dimostra la prepotente rimonta dell’esponente di #FranceInsoumise, Jean-Luc Mélenchon e, ancor di più come dimostra il governo portoghese che guida la compagine governativa con un esecutivo di “Sinistra-sinistra” mettendo in atto politiche non solo di austerità e dichiaratamente liberiste; n.d.t) ma dall’altra parte del fiume le cose non sono tutte “in discesa”. Lo hanno dimostrato i vari ” casi di corruzione ” che hanno investito ora Fillon, ora Marine Le Pen.

Ma il caso della rivolta della #Guyana racconta un’altra narrazione.

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Il dipartimento d’Oltremare  è paralizzato da ormai due settimane da uno #ScioperoGenerale organizzato dal collettivo #PouLagwiyanaDékolé che, tradotto in italiano suona più o meno così : “Per far decollare la Guyana”.
Questo collettivo denuncia il degrado sociale, economico e della sicurezza nella regione e chiede (a voce alta) a Parigi massicci investimenti.
Nel fine settimana tra l’1 e il 2 aprile, scrivono i reporter di Le Monde, il governo e i rappresentanti del collettivo hanno negoziato undici accordi e Parigi ha annunciato un piano di emergenza da 1,08 miliardi di euro.
La situazione però, si è bloccata quando il collettivo si è rifiutato di firmare l’intesa, chiedendo ulteriori investimenti. I dimostranti hanno poi occupato il centro spaziale di #Kourou, da dove partono i razzi Ariane.

-A Parigi prosegue la campagna per le #Presidenziali2017

Nonostante quel che sta avvenendo in #Guyana, la campagna elettorale prosegue. Stando alle ultime notizie provenienti dai sondaggi il candidato Jean-Luc Mélenchon, risultato il più convincente nel dibattito TV del 4 aprile, con il 15 per cento delle intenzioni di voto supera, di slancio il socialista Benoit Hamon. I due favoriti, la leader del Front  national Marine Le Pen (seppure in difficoltà negli ultimi giorni e sopratutto nell’ultimo fine settimana) e l’indipendente Emmanuel Macron, sono avanti e accreditati entrambi del 23 per cento delle intenzioni di voto mentre il conservatore e paladino del liberismo più sfrenato si trova al 17,5 per cento e, inizia a sentire il fiato sul collo di Mélenchon, il “tribuno che seduce Parigi”, scrivono i mezzi d’informazione francese.
(Fonte.: lemonde;internazionale)
Bob Fabiani
-www.lemonde.fr;
-www.internazionale.it

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