ICIJ, il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi

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L’emblematico caso “Panama Papers” e il potere del lavoro di squadra internazionale nelle grandi inchieste del Consorzio internazionale (ICIJ)

giornalistiL’enorme scandalo dei Panama Papers rientra in piena regola nel campo dei cosiddetti whistleblowing, ovvero quelle informazioni trapelate grazie all’intervento di anonime gole profonde, che venute a conoscenza di verità scomode, decidono di divulgarle al grande pubblico. La gola profonda dei Panama Papers è un fantomatico John Doe. Non si conosce la sua identità ma è probabile che faccia parte del sistema messo in piedi dallo studio legale “Mossack Fonseca” e ne abbia voluto denunciare dall’interno tutte le nefandezze a cui dice di avere assistito negli anni. John Doe si è messo in contatto con due giornalisti del quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, Bastian Obermayer e Frederik Obermaier. Quello che Doe passa ai due giornalisti è una mole enorme di dati esplosivi sulle migliaia di società che la Mossack Fonseca gestisce a partire dagli anni ’70. John Doe vuole in cambio soltanto la sicurezza del suo anonimato. Nel frattempo i dati forniti aumentano ed i giornalisti del quotidiano tedesco non riescono a gestirli e richiedono l’aiuto all’International Consortium of Investigative Journalist (ICIJ).

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wikiIl Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi è nato nel 1997 con sede a Washington grazie al suo fondatore Charles Lewis e rappresenta una rete internazionale no profit di 165 giornalisti investigativi provenienti da 65 paesi, che opera per indagare sui reati transnazionali, sul fenomeno del contrabbando, sull’evasione fiscale e sul traffico delle armi. Le notizie raccolte in dossier dall’ICIJ vengono poi rilanciate dalle principali testate internazionali.

Negli anni di attività il Consorzio si è battuto contro alcuni colossi dell’industria del tabacco, per smascherare i particolari meccanismi di propaganda instaurati per incrementare il fenomeno del contrabbando di sigarette. Altri dossier ad opera dell’ICIJ sono quelli riferiti al mondo delle società offshore e sono denominati SwissLeaks, Offshore Leaks e Luxemburg Leaks.

panama papersTornando ai Panama Papers, il progetto nato dalla collaborazione tra i giornalisti tedeschi del Süddeutsche Zeitung e l’ICIJ e che va sotto il nome di Prometheus, in onore del Dio greco ribelle che ha voluto rubare il fuoco agli Dei per donarlo agli uomini, ha messo in campo 378 giornalisti investigativi (anche esterni all’ICIJ) per lo studio dei dati e l’utilizzo di un potente software di analisi realizzato da un’azienda australiana chiamato Nuix Investigator, produttrice del potente software Nuix. La piattaforma virtuale sulla quale collaborano i giornalisti legati al Consorzio è imponente e blindata da un sistema crittografico di sicurezza e di password speciali per proteggere i delicati dati contenuti al suo interno. La vicenda dei Panama Papers ha dimostrato con successo tutta la forza che un’istituzione come il Consorzio può apportare nel campo del giornalismo investigativo.

L’ICIJ funziona bene all’estero perché può contare sul finanziamento da parte di fondazioni americane ed europee. In Italia, come sostiene il giornalista de l’Espresso Leo Sisti (iscritto all’ICIJ), le testate non hanno soldi e tempo per dedicarsi a lavori di inchiesta che durano mesi e senza la certezza del risultato. In altre parole, anche se qualcosa si sta cominciando a muovere, sarà difficile al momento vedere la nascita di un Consorzio dei giornalisti investigativi tutto italiano.

 

articolo di Paolo Mugnai

 

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