L’occupazione accelera la colonizzazione in Cisgiordania

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Nablus-PIC.  Un rapporto ufficiale palestinese ha accusato il governo israeliano di aver intensificato le violazioni sul territorio, attraverso l’approvazione di un progetto di legge che riconosce i tribunali militari di occupazione in Cisgiordania, accelerando così la colonizzazione della Cisgiordania stessa.

Fino a oggi, le decisioni dei tribunali militari israeliani in Cisgiordania non erano riconosciuti dell’entità sionista, giacché la legge israeliana non è applicata in Cisgiordania.

L’OLP ha dichiarato, in un rapporto, che l’approvazione, da parte del Knesset, della proposta di legge di riconoscere le decisioni dei tribunali militari israeliani in Cisgiordania equivale a introdurre prove accettabili nei processi civili davanti ai tribunali israeliani.

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Il rapporto ha aggiunto che tale approvazione rappresenta una forma di annessione della Cisgiordania, con l’affidamento di decisioni ai tribunali militari in un territorio in cui la legge israeliana non è applicata.

D’altro canto, il rapporto ha condannato il razzismo sionista dopo la divulgazione della notizia secondo cui il presidente del Comitato dell’applicazione della legge relativa alle costruzioni presso il ministero israeliano delle Finanze, Avi Cohen, vive in una costruzione priva di licenza nella colonia abusiva e illegale di Bilgi Mimi, nelle vicinanze dell’insediamento Eli, edificato nel 1948 in base a una decisione del governo sulle terre dei villaggi di Qaryut, Sawia e Laban, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania.

Il rapporto sottolinea come funzionari della municipalità israeliana a Gerusalemme abbiano già annunciato l’intenzione di rendere note decine di progetti di insediamenti, rimasti congelati durante il mandato del presidente americano Barack Obama, da eseguire ora dopo la vittoria di Donald Trump.

Trump ha infatti espresso il suo sostegno ai piani di colonizzazione, annunciando anche l’intenzione di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Traduzione di Federica Pistono

 

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