Trump firma l’uscita dal TTP, mai ratificato dal Senato. Piano energetico: sfruttare i giacimenti per 50mld di dollari

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Agenpress –  Donald Trump, nuovo presidente degli Stati Uniti, ha firmato nello Studio ovale l’ordine esecutivo per fare uscire il Paese dall’accordo commerciale noto come Partenariato trans-pacifico, abbreviato con la sigla Tpp, di cui gli Usa fanno parte insieme ad altri 11 Paesi. Si tratta tuttavia di una formalità visto che il Tpp non era stato ancora ratificato al Senato.

Il Tpp, Trans-Pacific Partnership, è un trattato di libero scambio fra 12 nazioni affacciate sull’Oceano Pacifico: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Vietnam e soprattutto Stati Uniti. La Cina non ne fa parte. Il trattato, anzi, era considerato un freno al suo espansionismo sul mercato asiatico. L’idea è quella di un mercato comune simile al modello Unione Europea. Si propone di rafforzare i legami economici tra i Paesi firmatari, tagliando i costi delle esportazioni e promuovendo il commercio per rilanciare la crescita. Ha inoltre lo scopo di tagliare le tariffe e approfondire i legami economici tra i firmatari.

Trump ha esposto il suo piano energetico, “An America first energy plan” (Un piano energetico Prima l’America). che parte innanzitutto da giacimenti che hanno un valore di 50mld di dollari. “Sfruttiamo questa ricchezza”, dice Trump.  In questo modo, i costi energetici per gli statunitensi potrebbero scendere così tanto da poter rappresentare fra 7 anni un aumento salariale pari a 30 miliardi di dollari.

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Con il suo piano energetico Trump “si impegna a raggiungere l’indipendenza energetica dal cartello dell’Opec e da qualunque nazione ostile ai nostri interessi. Allo stesso tempo, lavoreremo con i nostri alleati del Golfo per sviluppare un positivo rapporto sull’energia, come parte della nostra strategia di lotta contro il terrorismo”.

Trump mira a liberare gli Stati Uniti “dalla dipendenza dal petrolio straniero”, anche per accrescere il grado di sicurezza energetica,  ridurre i costi per i lavoratori statunitensi e per massimizzare l’uso delle risorse statunitensi.  “Abbiamo vaste riserve energetiche interne non sfruttate, proprio qui. L’Amministrazione Trump abbraccerà la rivoluzione dello shale oil e dello shale gas per creare posti di lavoro e per dare prosperità a milioni di statunitensi”.

Nel piano energetico, il presidente Trump “si impegna a eliminare le politiche dannose e inutili, come il Piano di azione per il clima e la legge Acque degli Stati Uniti. Togliere questi vincoli sarà molto utile lavoratori americani, aumentando i salari di oltre 30 miliardi di dollari nei prossimi 7 anni”.

Trump spiega che  “il fabbisogno di energia deve andare di pari passo con la gestione responsabile dell’ambiente. Proteggere l’aria pulita e l’acqua pulita, preservare i nostri ambienti naturali, preservare le nostre riserve e le nostre risorse naturali resta una priorità”.

 

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