Trump: Moises Naim, si scontrerà con ‘sindrome Guantanamo’

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Davos – Donald Trump scoprirà presto la 'sindrome di Guantanamo', metafora dei limiti che un presidente Usa ha quando varca la soglia della Casa Bianca. Parola di Moisen Naim, scrittore ed economista venezuelano, autore de 'La fine del potere', a Davos come ogni anno per partecipare ai lavori del World Economic Forum. "Cosa succede con Trump – ha detto Naim – nessuno lo sa, neanche lui. Non sappiamo ancora quali delle cose che il neopresidente ha detto nella sua campagna elettorale faranno veramente parte della sua agenda e quali invece erano solamente dei trucchi elettorali". Ma come Obama non riuscì mai a chiudere la prigione di Guantanamo, una delle sue priorità nella campagna elettorale del 2007, anche Trump potrebbe scontrarsi con i limiti che hanno tutti i presidenti Usa. "Scoprirà anche lui tantissime Guantanamo".

Quale futuro rapporto con la Russia

Secondo Naim è anche difficile dire quale saranno le conseguenze dell'era Trump per l'Europa ma tutto sembra legato a come il presidente Usa si relazionerà con la Russia. Tutto dipende dal fatto se Trump svilupperà una forte alleanza con Putin, che sappiamo che "non è contento della Ue e che vuole che tutte le sanzioni siano eliminate, che non ama la Nato (come del resto Trump che la ritiene obsoleta) e che teme un contropotere europeo". Per Trump, ha aggiunto l'economista, "non è difficile rompere con idee, alleanze e strutture storiche come l'alleanza tra Usa ed Europa". Ma è difficile fare previsioni. Molti di questi temi lui li sta affrontando per la prima volta. Ha nel team persone che hanno lunga esperienza, con qualche eccezione, e loro stessi stanno cominciando a riflettere per la prima volta".

Un impatto sulla tendenza populista nel Vecchio Continente?

Un impatto Trump potrebbe invece esserci sulla tendenza populista in Europa: "Puo essere che ci sia un effetto 'Yes we can' per alcuni leader politici che condividono con Trump la visione su temi come migranti e che si sentano quindi ispirati dal nuovo presidente americano in Austria, in Francia, in Italia. Oppure la reazione opposta: non vogliamo quello che stiamo vedendo negli Usa. In Italia ad esempio i Cinquestelle sono uno dei protagonisti della vita politica. E' una realtà indiscutibile. Ma io nel mio libro 'La fine del Potere' faccio una considerazione: il potere è diventato più facile da ottenere, più difficile da usare e più facile da perdere". D'altro canto, per l'economista venezuelano, c'è un errore di fondo nella percezione della realtà del momento: "Trump e altri danno la colpa al commercio internazionale della perdita di posti di lavoro e danno molta importanza invece alla tecnologia. La colpa della diseguaglianza, della mancanza di posti di lavoro che si perdono, dei salari che scendono è della globalizzazione, dicono. Questa demonizzazione penalizza il commercio internazionale laddove tutti gli studi e le indagini mostrano che le cause principali sono la tecnologia, l'automatizzazione, la robotizzazione".

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