“Io, abusato a 9 anni dall’allenatore arrestato per pedofilia. Ora Tonino è morto: bisogna parlare”

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Parla un ex calciatore di una squadra della provincia di Alessandria. Oggi ha 27 anni, la rabbia verso il club di calcio: “Non mi hanno mai creduto, mi davano del mammone”
«Quando mia mamma andò dal dirigente della squadra per cui giocavo all’epoca, e gli parlò di Toni e di quello che faceva sotto le docce, di come mi aveva toccato e di quella volta che mi portò in vacanza in Sardegna, lui le rispose che erano solo stronz…, che non era vero e che faceva male a dire quelle cose perché rischiava di infangare ingiustamente la reputazione del mister, di rovinargli la vita». Invece è stato lui, Tonino Marci, arrestato la scorsa settimana con l’accusa di aver abusato di minori per 30 anni, e poi morto suicida venerdì sera in carcere, a rovinarla a questo ragazzo che oggi ha 27 anni e all’epoca ne aveva appena 9. E non soltanto a lui. Le vittime sono decine.  Lui ha deciso di parlare «perché chi sta zitto si rende complice, e perché se all’epoca avessero ascoltato me e mia mamma forse si sarebbero potuti evitare 15 anni di violenze». Ha tanta rabbia, e una profonda voglia di riscattare chi ha sofferto, come lui, per colpa di quest’uomo. «Ho giocato a calcio per 23 anni e ho sempre ricordato tutto delle partite, persino i minuti in cui segnavo i gol da bambino», e inclusi gli approcci del suo mister. Leggere dell’arresto, e della morte, è stato come «riaprire il vaso di Pandora». Doloroso ma doveroso: «Purtroppo sono uno dei ragazzini che lui si portava a Villasimius in estate». Li chiamava «campus estivi», duravano un mese, anche di più: «La mia vacanza in quel caso è durata solo qualche giorno: appena arrivati Toni, come lo chiamavamo tutti in campo, ci disse che a turno avremmo dovuto dormire una notte con lui. Poi una sera ho visto uscire dalla sua tenda un altro bambino, con le mutande infilate al rovescio». Continua a leggere…..

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