Hotel di Rigopiano, da paradiso di relax a inferno di ghiaccio: terrore, morte e speranza sul Gran Sasso

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Più il tempo passa e più aumenta la paura: si teme per la vita di 30 persone, dopo la valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano a Farindola, sul Gran Sasso. All’interno c’erano 35 persone, di cui 4 bambini, ma è verosimile che ci fossero altri ospiti. Al momento, sono quattro i cadaveri estratti dall’inferno di macerie e ghiaccio. Ma ci sono altre otto persone vive, ancora incastrate sotto i detriti: sono state individuate dai soccorritori, sono in contatto con loro e ora si lavora per estrarle. Fatto che, inaspettatamente, aumenta la speranza che ci siano altri ancora vivi in quell’inferno – FOTO | VIDEO 1 | VIDEO 2 | VIDEO 3 | VIDEO 4 | VIDEO 5

Le immagini della tragedia – FOTOGALLERY

LA PROTEZIONE CIVILE – Titti Postiglione, responsabile dell’Ufficio emergenze della Protezione Civile, spiega che nella zona stanno operando 7mila uomini, per il ripristino di strade ed energia elettrica e 135 uomini e 25 mezzi sono impegnati all’hotel: “La situazione è di una complessità enorme”.

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HOTEL SPAZZATO VIA – Ancora più drammatico il quadro riferito dai vigili del fuoco: “L’albergo è stato spazzato via, è rimasto in piedi solo un pezzetto. Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti”. I soli materassi sono stati trascinati via per centinaia di metri da una valanga lunga 300 metri e pareti di neve alte fino a cinque metri. Walter Milan, del soccorso alpino e speleologico, racconta poi: “Gran parte della struttura è completamente trasfigurata. È stata spostata di diversi metri proprio dalla forza d’urto della valanga. La stessa valanga prima di impattare contro l’albergo ha raso al suolo anche un bosco nei pendii superiori”.

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NESSUN SEGNO DI VITA – In azione le unità cinofile che al momento non hanno però raccolto segnali di vita. Quattro le vittime certe: tre cadaveri estratti, uno identificato. All’appello mancano cinque marchigiani in vacanza, una coppia del chietino, un giovane di Terni e una famiglia intera di Osimo, madre, padre e figlio di 7 anni. La Procura di Pescara indaga per omicidio colposo.

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IL SUPERSTITE – Due sono riusciti a salvarsi: Fabio Salzetta e Giampiero Parete, cuoco in vacanza al Rigopiano, in ansia per moglie e due figli di cui ancora non si ha notizia. Ad un amico, sotto choc, ha detto: “Ho perso tutto. Lì sotto ci sono mia moglie e i miei due figli Ludovica, che ha sei anni, e Gianfilippo, di 8 anni”.

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IL DRAMMA – Al momento della tragedia si trovava casualmente fuori dall’albergo: “Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall’albergo e sono andato in auto. Così mi sono salvato. Mentre tornavo verso l’hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all’edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell’albergo ricoperto dalla neve. Ho provato a entrare dentro, ma ho rischiato di rimanere intrappolato, allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina”. Parete e la famiglia stavano per ripartire. Attendevano solo che lo spazzaneve liberasse la strada. Poi, la slavina.

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Edoardo Montolli

frontedelblog.it

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